Seconda ondata, picco 27 novembre: saranno 2 settimane di morti e contagi in crescita

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2020 8:21 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2020 8:42
Il medico con il Covid: "Lo yogurt sapeva di calce, ho subito capito tutto"

Il medico con il Covid: “Lo yogurt sapeva di calce, ho subito capito tutto” (Foto Ansa)

Il picco della seconda ondata della pandemia in Italia ci sarà il 27 novembre. Fino ad allora i morti e contagi saliranno per poi, si spera, diminuire.

Ci aspettano 2 settimane in cui morti e contagi saliranno ancora, fino ad arrivare al picco della seconda ondata che gli esperti prevedono sarà il 27 novembre. Lo indicano i calcoli eseguiti dal fisico Roberto Battiston, dell’Università di Trento, che considerano anche gli effetti delle misure introdotte con gli ultimi Dpcm. Dal 27 novembre in poi dovrebbe esserci un calo dei numeri.

“Usando i dati disponibili per calcolare il tasso di crescita – ha detto Battiston all’ANSA – possiamo estrapolare l’andamento del totale del numero degli infetti attivi nel corso delle prossime settimane. Per Battiston “una crescita esponenziale come quella di ottobre non si sarebbe potuta gestire a lungo”. 

Ad ogni modo gli effetti dell’ultimo Dpcm si vedranno a partire dal 14-15 novembre. Le stesse considerazioni si possono fare per le singole regioni, ognuna delle quali mostra una dinamica diversa.

“Dopo i valori elevatissimi di gennaio-febbraio, il lockdown in poco più di un mese, a metà aprile, ha riportato il tasso di crescita prima a zero e poi negativo”, ha detto Battiston. A metà aprile, infatti, il totale dei casi positivi ha raggiunto un massimo di circa 110.000, per poi ridursi e continuare a restare negativo anche dopo la riapertura del 14 giugno.

Settembre e il boom di ottobre

A settembre il ritmo dei contagi ha “ripreso a scendere, nonostante la riapertura delle attività produttive: l’epidemia e la ripartenza sembravano potere convivere, grazie a tutte le norme del distanziamento sociale e alla minuziosa attività di tracing dei focolai”. La corsa è ripresa in ottobre, quando “il tasso ha ripreso a crescere molto rapidamente”.

Come è accaduto? Secondo Battiston “molto probabilmente si è trattato dell’effetto diretto e indiretto della riapertura delle scuole“. Avvenuta “senza avere adeguatamente organizzato l’infrastruttura complessiva, inclusi trasporti, sport di contatto e le attività sociali dei giovani in generale”.

Il bollettino di ieri conferma però che qualcosa si muove nel verso “giusto”, nonostante il drammatico numero di decessi. Infatti se si escludono le domeniche e i lunedì in cui il calo è legato alla minore attività di laboratorio i dati dal martedì al sabato sono sempre in ascesa. Ieri c’è stato un calo sul giorno precedente. Per avere un mercoledì con un numero di nuovi positivi inferiori al martedì dobbiamo bisogna tornare indietro fino al 10 giugno. (Fonte Ansa).