Seggi esteri Castelnuovo di Porto. Scrutatrice racconta: “Caos e persone svenute”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 marzo 2018 19:23 | Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2018 19:47
Seggi esteri Castelnuovo di porto. Scrutatrice racconta: "Caos e persone svenute"

Seggi esteri Castelnuovo di porto. Scrutatrice racconta: “Caos e persone svenute”

ROMA – Caos nei seggi esteri di Castelnuovo di Porto, vicino Roma. Uno spoglio dei voti degli italiani residenti all’estero che è andato avanti tra disorganizzazione, malori per gli scrutinatori e grida.

A raccontare la terribile esperienza ai microfoni di Radio Cusano Campus è Daniela Pierpaoli, scrutatrice volontaria che ha parlato di una vera e propria epopea durata ben 24 ore per queste elezioni 2018:

“Mi sono immolata – ha detto Daniela – un amico mi ha chiamato in mattinata. Il presidente di seggio aveva infatti avvisato la sua compagna che mancava circa un 30% del personale convocato e così ho deciso di dare una mano. Sono riuscita ad arrivare al seggio a Castelnuovo di Porto alle 13 ma sono partita alle 12 dato che Castelnuovo dista appena tre minuti di auto da casa mia. Per strada c’era un traffico incredibile. Dopo aver atteso 45 minuti per arrivare allo svincolo, mi hanno fatto tornare indietro perché c’era una navetta a disposizione degli scrutatori. Lì è cominciata l’epopea”.

Erano infatti assenti presidenti e scrutatori e quindi è stato necessario organizzarsi all’ultimo:

“Ci siamo accalcati in questa aula magna dove i messi comunali di Roma Capitale, gentili e pazienti, hanno dovuto gestire una situazione incredibile, senza una minima organizzazione. Si parlava di una registrazione da fare per essere chiamati. Questa registrazione consisteva nel mettere il proprio nome e cognome su un foglio bianco. Quei pochi presidenti di seggio che erano lì presenti hanno cominciato a girare all’interno dei locali cercando scrutatori per far partire lo spoglio. Mancavano anche tantissimi presidenti”.

Anche il meccanismo di conteggio non ha aiutato:

“Per lo scrutinio delle schede estere c’è una prassi assurda. C’è uno sbustamento continuo da fare. Arriva una busta con un cedolino ed un codice. Dentro, c’è un’ulteriore busta con le due schede elettorali. Bisogna poi smistare e registrare il tutto. Molti seggi sono partiti anche con 8-9 ore di ritardo rispetto ai programmi. Abbiamo cominciato a lavorare alle 20 e sono uscita dal seggio la mattina alle 10. La cosa incredibile è il quantitativo dei verbali che devono compilare gli scrutatori. Verbali che vanno compilati con la matita rossa e blu in sei o sette copie”.

Non sono mancati anche attimi di panico e paura:

“Ci sono persone che si sono sentite male. Sono state chiamate addirittura le ambulanze per persone che sono svenute durante i conteggi ed i lavori. Altre ancora hanno dato di matto. Ci sono dei ragazzi che hanno abbandonato il seggio: si sono arresi e se sono andati perché non sopportavano più la fatica di questa lunga veglia notturna”.