Segreto di Stato, Pollari e Pompa: Consulta respinge il ricorso del Gup

Pubblicato il 23 febbraio 2012 23:18 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2012 23:18

ROMA, 23 FEB – La Corte costituzionale – con una sentenza dello scorso 21 novembre, depositata nel pomeriggio – ha respinto il ricorso del gup di Perugia che aveva sollevato un conflitto tra poteri, contestando la conferma del segreto di Stato opposto dal presidente del Consiglio nell'ambito del procedimento penale a carico dell'ex capo del Sismi Niccolo' Pollari e dell'ex funzionario del Servizio Pio Pompa. La Consulta ha infatti stabilito che ''spettava al Presidente del Consiglio'' confermare l'esistenza del segreto, come ha fatto con due note del 3 e del 22 dicembre 2009.

Pollari e Pompa – accusati di peculato e violazione di corrispondenza (e Pompa anche di possesso ingiustificato di mezzi di spionaggio), per la vicenda del famoso ufficio di via Nazionale e della presunta abusiva banca dati di magistrati, funzionari dello Stato, giornalisti, parlamentari – hanno entrambi sostenuto che, per potersi difendere compiutamente dalle accuse, avrebbero dovuto rivelare notizie coperte da segreto di Stato e cosi' hanno opposto il segreto su tutti i fatti descritti nel capo di imputazione.

Il pm ha quindi chiesto al Presidente del Consiglio di confermare l'esistenza del segreto di Stato, cosa che e' avvenuta con le due note del dicembre 2009. Il pm ha comunque chiesto il rinvio a giudizio di Pollari e Pompa e, all'udienza preliminare, il gup ha sollevato il conflitto tra poteri dello Stato, ponendo tra l'altro in dubbio la legittimita' degli atti di conferma del segreto, ''reputandoli lesivi delle proprie attribuzioni riconosciute dalla Costituzione''.

La Consulta – argomentando le proprie motivazioni in 46 pagine di sentenza, in cui si legge tra l'altro che il giudizio del premier ''in ordine ai mezzi necessari o utili al fine di garantire la sicurezza della Repubblica, per il suo carattere squisitamente politico e ampiamente discrezionale, resta soggetto a un sindacato di tipo esclusivamente parlamentare'' – ha pero' respinto il ricorso dichiarando che ''spettava al presidente del Consiglio'' emettere le note di conferma del segreto di Stato.