“Sei Gay? Allora non puoi donare il sangue”. Ospedale di Milano rifiuta omosessuale

Pubblicato il 16 luglio 2010 20:57 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2010 21:18

Sei omosessuale? Allora non puoi donare il sangue. Tocca a Milano e all’ospedale ”Gaetano Pini” iscriversi nell’elenco dei presidi che hanno detto no a un donatore di sangue, benché sia un volontario da otto anni, perché dichiaratamente omosessuale. Ed è polemica, con i Verdi e la parlamentare Paola Concia (Pd) che annunciano una interrogazione al ministro della Salute.

Al giovane, che si era recato nel Centro trasfusionale del presidio sanitario milanese convinto di poter donare come al solito, i medici hanno spiegato che ”il protocollo non prevedeva che un gay potesse continuare a essere donatore”. ”Il Gaetano Pini – spiega il direttore sanitario della struttura, Amedeo Tropiano – aderisce al protocollo per la medicina trasfusionale della Città di Milano, di cui è capofila il Policlinico e a cui aderisce anche il Fatebenefratelli”.

Proprio al Policlinico, nel 2007, era avvenuto un caso analogo: un 28enne gay aveva protestato perché escluso dalla donazione. All’epoca, il Policlinico aveva sottolineato che ”l’orientamento sessuale non è a priori un motivo di esclusione dalla donazione di sangue, tant’è che secondo gli standard internazionali le donne omosessuali possono donare il sangue.

 ”I dati epidemiologici – spiegano dal ‘Pini’ mostrano invece che il rapporto omosessuale maschile è un comportamento a rischio e pertanto la nostra struttura, rispettando le indicazioni della Commissione Europea e della legge italiana, che impongono l’esclusione dalla donazione dei soggetti con comportamenti sessuali a rischio, non ammette la donazione di soggetti maschi che abbiano rapporti omosessuali, indipendentemente dal numero di partner”.

”E’ gravissimo che un ospedale milanese rifiuti la donazione di sangue da un gay”. Replica Paola Concia, deputata del Pd. Insieme all’ex ministro della Salute Livia Turco, la parlamentare ora presenterà un’interrogazione al ministro della Salute, ”per chiedere conto di quella che è una violazione del principio di non discriminazione sancito dalla Costituzione”.

Per Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, ”ormai in Italia sta montando una omofobia dilagante e non degna di un paese europeo. Presenteremo un esposto alla Corte dei diritti umani e all’Unione europea perche’ ormai l’Italia sembra essere tornata all’eta’ della pietra sul rispetto dei diritti civili”.