Semaforo: il giallo troppo rapido non cancella la multa per il passaggio col rosso

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Gennaio 2019 13:13 | Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio 2019 13:13
Semaforo: il giallo troppo rapido non cancella la multa per il passaggio col rosso

Semaforo: il giallo troppo rapido non cancella la multa per il passaggio col rosso

ROMA – La durata ‘lampo’ della luce gialla del semaforo non può essere utilizzata da un automobilista come giustificazione per evitare l’eventuale multa per il passaggio di un incrocio con il rosso. La conferma dell’irrilevanza del tempo del segnale di avvertenza per la validità della sanzione arriva dalla Corte di Cassazione, con l’ordinanza numero 567/19, depositata l’11 gennaio. Nella sentenza in oggetto, i giudici ricordano che in corrispondenza della luce gialla “il conducente è tenuto a rallentare e a predisporre il veicolo all’arresto”.

Nel diffondere e commentare la decisione, il quotidiano di informazione giuridica dirittoegiustizia.it, chiarisce come in considerazione delle norme del Codice della Strada (articolo 146, comma 3) e del pronunciamento, “se dagli accertamenti tecnici risulta un regolare funzionamento del sistema di segnalazione luminosa, dedurre l’insufficiente durata della luce semaforica gialla ‘di avvertenza’ non è sufficiente per escludere la sanzione amministrativa per violazione della segnaletica stradale”.

Sulla durata del giallo è da citare un passaggio significativo della sentenza oggetto di valutazione, emessa nel 2017 dal Tribunale di Bologna (n. 927/17): “il Codice della Strada non dispone nulla circa una durata determinata per la proiezione delle segnalazioni semaforiche luminose”. Il caso sottoposto alla Cassazione riguardava una contravvenzione elevata a una automobilista che aveva attraversato un incrocio con il rosso, nell’area comunale di Unione Terre d’Acqua, in Emilia Romagna.

La guidatrice aveva sostenuto a sua discolpa che la durata del giallo del semaforo era stata troppo breve per permetterle di fermare il veicolo in sicurezza, alla linea di arresto e, quindi, evitarle di passare con il rosso. Il ricorso è stato rigettato. Per la cronaca, nei vari gradi di giudizio era stato verificata l’omologazione del semaforo. Inoltre, i fotogrammi scattati dal sistema automatico di controllo evidenziavano come il veicolo avesse impegnato l’incrocio a rosso già acceso.