Sentenza Meredith: “Raffaele Sollecito puro come Forrest Gump”. Arringa Bongiorno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Marzo 2015 11:47 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2015 15:46

ROMA –  “Raffaele Sollecito è un puro come Forrest Gump: è stato coinvolto in vicende gigantesche delle quali non si rende conto”: l’avvocato Giulia Bongiorno in Corte di Cassazione paragona il suo assistito, accusato dell’omicidio della studentessa americana Meredith Kercher, all’eroe buono e un po’ tonto del film di Steven Spielberg. Sa che solo lui rischia qualcosa, in questo processo annoso: l’altra imputata, Amanda Knox, è negli Stati Uniti, fidanzata e in cerca di un figlio (per mettersi ancor di più al riparo dal carcere?) e non verrà estradata.

Rudy Guede, il terzo del presunto trio che uccise Meredith la sera di Halloween nella casetta di Perugia, è in galera ormai da anni. Ora restano le battute finali del processo a Raffale e Amanda. Bongiorno ricorda che “Sollecito non ha mai depistato, anzi ha sempre collaborato alle indagini” e che “durante l’aggressione a Meredith vedeva i cartoni animati”.

La difesa di Sollecito tenta il tutto per tutto nell’udienza in Corte di Cassazione. Deve convincere i supremi giudici a non rendere definitiva la condanna del giovane pugliese a 25 anni di reclusione. Per raggiungere questo obiettivo gli avvocati (Giulia Bongiorno e Luca Maori) puntano a separare il destino di Raffaele da quello della ex fidanzata americana.

“Sono veramente convinta che Amanda non è entrata nella stanza del delitto, ma se si deve credere alle sue dichiarazioni allora bisogna credere che lei uscì dalla casa di Sollecito e mentì al suo ragazzo dicendogli che andava a lavorare dopo aver ricevuto il messaggio di Patrick Lumumba che invece le aveva detto di non andare al lavoro,

ha detto Bongiorno in uno dei passaggi della sua.

Da parte sua, l’avvocato di Amanda, Carlo Della Vedova, ha detto, durante l’udienza in Cassazione:

“Amanda non chiude occhio, non dorme e aspetta sulle spine la decisione della Cassazione. E’ a Seattle con i suoi genitori, l’ho appena sentita ed è molto preoccupata”.

In attesa del verdetto, le forze dell’ordine controllano ogni spostamento di Sollecito, che ha passato a Roma, con i suoi familiari, questa vigilia.

Nel caso di conferma della condanna non ci sarà nessun arresto immediato. La decisione dovrà essere trasmessa alla Procura di Firenze che dovrà chiedere l’esecuzione della sentenza. Potrebbero passare anche un paio di giorni. Poi Sollecito potrebbe finire in carcere. Non Amanda, al sicuro lontano, a Seattle. Qualunque cosa decida la Corte di Roma.

Le foto di Sollecito che lascia la Cassazione (foto Ansa).