Divorzi, ecco chi ci rimette: una donna su dieci cade in povertà

Pubblicato il 3 Ottobre 2011 13:20 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2011 13:21

ROMA – Chi ci guadagna e chi ci perde in caso di separazione o divorzio? La vox populi direbbe le donne ma non è più così. Perché le separazioni con assegno al coniuge dal 2007 al 2009  sono diminuite (anche se sono ancora molto alte) e perché, da dati Caritas, nel caso di separazione o divorzio la percentuale di donne che cadono in povertà è molto più alta rispetto a quella degli uomini.

Vediamo alcuni dati, riassunti nella tabella qui di fianco pubblicata dal ‘Corriere della Sera’. In Italia l’85,6% delle separazioni e il 72,1% dei divorzi sono consensuali. Solitamente sono le donne che chiedono la separazione più degli uomini (tre volte su quattro è lei che si vuole separare) ma i dati si ribaltano in caso di divorzio: sono gli uomini a chiederlo più frequentemente (il 55,2% delle richieste di divorzio arriva da un uomo, contro il 41,3% delle mogli).

Le separazioni che si concludono con l’assegno di mantenimento al coniuge (di solito, il marito alla moglie) sono 1 su 5 (21,1% dei casi) secondo i dati del 2009. Questo significa che in 4 casi su 5 nessuno dei due coniugi si deve niente. Una situazione che è cambiata nel corso degli anni:  solo nel 2007 le separazioni con assegno al coniuge erano il 27,1%, un po’ più di 1 su 4. I numeri diminuiscono ulteriormente con il divorzio: quelli che si concludono con un assegno al coniuge (di solito alla moglie) erano il 15% nel 2007, il 13,3% nel 2008 e il 12,8% nel 2009. Poco più di 1 su 10.

Poi veniamo alla povertà: le persone separate o divorziate rappresentano il 12,7% delle persone che si rivolgono ogni anno alla Caritas Italiana. La metà di loro (50,9%) ha problemi di povertà. Il 13% vive con figli minori. Ma i danni più gravi ricadono sulle donne, soprattutto quelle con figli a carico. Secondo l’Istat sull’incidenza tra gli uomini separati e single è povero l’1,6%, per le donne il dato cresce al 3,5% ed esplode al 10,4% nei casi di mamme single con figli a carico.