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Sequestrato yacht Briatore. Equipaggio rimasto senza lavoro manifesta a Genova

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Con il passaggio dello yacht dal Force Blue all’Agenzia delle Dogane tutto l’equipaggio perderà il lavoro. Per questo Ferdinando Tarquini, comandante del superyacht sequestrato nel maggio scorso a Flavio Briatore, ha dato vita ad un presidio, insieme al suo equipaggio, davanti al palazzo di giustizia di Genova per protestare contro una decisione ritenuta ingiusta.

“E’ da cinque anni che facciamo charter. Ridateci il nostro lavoro”, “Bla, bla, bla e a noi chi ci pensa? il nostro diritto è di lavorare”, sono alcune delle frasi scritte sui cartelli esibiti dai membri dell’equipaggio della Force Blue che hanno manifestato, in maniera composta e silenziosa. Agenti della digos li hanno poi identificati.

E’ sconcertato il comandante. “So per certo – ha detto – che la nostra società ha fatto di tutto per dare le dovute garanzie al pm. Però con la notizia di oggi restiamo senza lavoro”. “Siamo a metà giugno – spiega – e le imbarcazioni predispongono gli equipaggi a gennaio-febbraio. Ricollocare ora 20 persone è quasi impossibile. Tra l’altro erano già state prenotate sul Force Blue, per l’attività di charter, crociere nel Mediterraneo per cinque settimane da americani, arabi, russi. Si tratta di contratti già firmati”.

Ferdinando Tarquini sottolinea: “Siamo senza lavoro per una ipotesi di reato”. Di Briatore afferma: “E’ come tutti gli altri clienti e – precisa – non è il mio datore di lavoro”. L’equipaggio , a parte il comandante e gli ufficiali, tutti italiani, è composto di kenioti, domenicani e colombiani. Il comandante, 38 anni, di Viareggio, ricorda con rammarico il giorno del sequestro da parte della Guardia di finanza inviata dal pm Walter Cotugno mentre il “Force Blue”, un megayacht oceanico di oltre 62 metri, in uso all’ex team manager della Renault Flavio Briatore, era al largo di Forte dei Marmi.

“Gli uomini della Finanza – ricorda Tarquini – ci hanno abbordato come fossimo dei pirati. Ci hanno intimato di fermarci con sirene spiegate e con uno spiegamento di forze esagerato. Conoscevano il nostro programma. Non c’era bisogno di un’azione così. Dopo che ho terminato la manovra sono saliti a bordo in sei o sette ed hanno proseguito la navigazione con noi fino al porto della Spezia. Poi hanno fatto scendere la signora Briatore con il bambino e i bagagli e ci hanno invitato a lasciare l’imbarcazione mantenendo solo due uomini di equipaggio. E’ stato dopo alcuni giorni, all’arrivo nel porto di Genova che il pm ha concesso di ricomporre l’equipaggio a bordo con manleva della società a qualsiasi spesa nominandomi custode dell’imbarcazione”.

“Non c’é solo il sequestro di una barca – è il commento dell’avv. Guido Colella, che assiste il comandante Tarquini indagato per il mancato pagamento delle accise per l’acquisto di oli carburanti – ma il sequestro di un’azienda. Ci sono 20 persone di equipaggio e amministrativi e quindi auspico che ci sia una soluzione equilibrata della magistratura genovese per garantire l’occupazione a queste persone. So che la società ha dato tutte le garanzie”.

Nell’inchiesta oltre a Briatore sono stati iscritti nel registro degli indagati i due amministratori della “Autumn sailing limited”, la società cui è intestata l’imbarcazione. A loro viene contestato il mancato pagamento delle accise sui carburanti e l’evasione dell’Iva sulle importazioni. La richiesta di dissequestro dello yacht presentata dai legali di Briatore era stata respinta dal tribunale del riesame ed ora vi è la decisione del pm di “consegnare” il “Force Blue” all’Agenzia delle Entrate. Il nome del natante verrà inserito nell’elenco del ministero dell’Interno dei beni sequestrati in modo che nei 40 giorni successivi, l’ente interessato possa fare richiesta di assegnazione.

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