Seregno, in coma dopo l’anestesia dal chirurgo plastico. Il medico indagato

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 marzo 2019 11:28 | Ultimo aggiornamento: 7 marzo 2019 11:28
Seregno, in coma dopo l'anestesia dal chirurgo plastico. Il medico indagato

Seregno, in coma dopo l’anestesia dal chirurgo plastico. Il medico indagato

MONZA – Voleva un lato b scolpito come quello delle modelle brasiliane e invece ora lotta tra la vita e la morte in un letto di ospedale. La paziente, un’impiegata brianzola di 38 anni è andata in arresto cardiaco subito dopo l’anestesia praticatale da un noto chirurgo plastico di Seregno (Monza). Il medico è ora indagato con l’accusa di lesioni colpose gravissime. La donna è in coma post anossico, cioè dovuto a mancanza di ossigeno, ed è ricoverata nel reparto di neurorianimazione dell’ospedale San Gerardo di Monza. 

Il dramma si è consumato martedì pomeriggio: la paziente era sul tavolo operatorio pronta a sottoporsi all’intervento, quando è collassata, senza riprendere più conoscenza, appena le è stata somministrata l’anestesia. Soccorsa e intubata dagli specialisti del 118 è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Monza. Si trova ora ricoverata in prognosi riservata, sedata. Secondo quanto confermato dal direttore sanitario Laura Radice “sono in corso accertamenti ematologici e strumentali, la paziente è sedata e sottoposta a terapie che le consentano di recuperare tutte le funzioni”. Oggi pomeriggio è previsto un secondo bollettino medico.

Su quanto accaduto indagano i carabinieri della Compagnia di Seregno che, subito dopo l’accaduto, hanno sequestrato lo studio del chirurgo e acquisito tutta la documentazione sanitaria. Nei prossimi giorni i militari dei Nas di Milano effettueranno un sopralluogo all’interno del centro, per verificare che sia prassi che farmaci avessero tutte le autorizzazioni necessarie. Al momento non è ancora chiaro cosa sia accaduto nei minuti precedenti l’operazione della donna. Le indagini valuteranno ogni possibile ipotesi, sia che la 38 enne possa essere stata sorpresa da una reazione allergica al farmaco usato dal chirurgo, o se invece non sia stato un errore umano.

Il chirurgo ha dichiarato di essere stato solo in sala operatoria quando la sua paziente si è sentita male. Lo studio, a quanto emerso, offre alla sua clientela una vasta gamma di interventi plastici e trattamenti laser e di bellezza di vario genere. Il motto che il dottore ha pubblicato sulla sua pagina Facebook è “ascolto i tuoi desideri e troveremo insieme il modo di realizzarli”.

Non è il primo caso di chirurgia estetica finita in malo modo in Italia. A luglio del 2017 una donna romena si sottopose a un intervento di liposuzione in un centro di chirurgia plastica a Milano e morì nove mesi dopo, nell’aprile 2018, in un hospice in provincia di Brescia, dopo una serie di operazioni, anche a Bucarest, a causa di una “infezione devastante” seguita a quell’intervento estetico. Indagato per omicidio colposo, il medico è tornato al lavoro. Anche Rosa Angela Lavorgna, infermiera 46enne di Villanova del Sillaro, si era sottoposta a un intervento di chirurgia estetica alle palpebre presso una clinica di Milano. La donna era stata male durante l’anestesia, prima di iniziare l’intervento, ed era stata trasportata in ospedale, dove p morta pochi giorno dopo, a maggio del 2015.

Fonte: Ansa