Serena Mollicone, carabinieri a processo dopo 19 anni. Anche la moglie e il figlio del comandante

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Luglio 2020 20:53 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2020 20:53
Serena Mollicone, a processo carabinieri caserma di Arce e la moglie e il figlio del comandante

Serena Mollicone, a processo i carabinieri della caserma di Arce e la moglie e il figlio del comandante

Tutti a processo per l’omicidio di Serena Mollicone. Il gup di Cassino rinvia a giudizio i cinque indagati per il delitto di Arce. 

Andranno a processo il maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco, il maresciallo Vincenzo Quatrale e l’appuntato Francesco Suprano. La prima udienza è fissata per l’11 gennaio.

Serena Mollicone fu trovata morta in un boschetto vicino Arce, in provincia di Frosinone, nel giugno del 2001.

Mottola, la moglie Annamaria e il figlio Marco sono accusati dell’ipotesi di concorso in omicidio. Stessa accusa per Vincenzo Quatrale che deve rispondere anche di presunta istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. Francesco Suprano è accusato di favoreggiamento.

Il rinvio a giudizio per i cinque indagati era stato chiesto il 30 luglio 2019 dalla procura di Cassino. E’ arrivata così la svolta nell’inchiesta, attesa per 19 anni dal padre di Serena.

Svolta che Guglielmo Mollicone non ha potuto vedere: è morto il 31 maggio scorso. Aveva avuto un infarto alcuni mesi prima e il suo fisico non si era più ripreso.

E’ morto mentre la giustizia, dopo anni di indagini e colpi di scena, aveva ora imboccato una strada netta. Nel mirino cinque persone e tutto ruoterebbe intorno alla stazione dei carabinieri di Arce di cui Mottola, ai tempi del delitto, era il comandante.

Omicidio Mollicone, le ipotesi della Procura

Per la Procura di Cassino la giovane Serena sarebbe morta dopo essere stata spinta contro una porta dentro la caserma dei carabinieri di Arce forse dopo un litigio col figlio di Mottola, Marco.

La ricostruzione del delitto tratteggiata dalla perizia medico-legale indicherebbe una compatibilità tra lo sfondamento della porta dell’alloggio della caserma dei carabinieri di Arce e la frattura cranica riportata dalla diciottenne.

La svolta nelle indagini è arrivata con una perizia del Ris secondo la quale il corpo di Serena, ormai senza vita, sarebbe stato spostato nel boschetto dell’Anitrella dove poi fu trovato con mani e piedi legati dal nastro adesivo e una busta di plastica in testa.

Durante le nuove indagini gli inquirenti hanno ascoltato 118 testi, molti dei quali scelti tra i 1.137 più volte sentiti in diciotto anni di ricerca.

Serena Mollicone, un mistero lungo 19 anni

La vicenda giudiziaria dell’omicidio di Serena Mollicone è stata lunga, tortuosa e segnata da episodi anche inquietanti. Due anni dopo il delitto fu arrestato con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere Carmine Belli, un carrozziere poi prosciolto nel 2006 da ogni accusa dalla Cassazione.

Ad aggiungere mistero anche il suicidio del carabiniere Santino Tuzi che nel 2008, prima di essere ascoltato dai magistrati, si uccise sparandosi nella sua auto.

Una vicenda avvolta per anni dal mistero forse dovuto ad un movente terribile: forse Serena il giorno in cui morì era andata nella caserma dei carabinieri per denunciare presunti traffici legati alla droga. Poi la lite e la tragedia.

Da quel giorno sono passati 19 lunghissimi anni durante i quali il padre di Serena ha sempre chiesto, senza sosta, la verità. (Fonte: Ansa).