Sergei Polunin all’Arena di Verona per Romeo+Giulietta. La comunità gay: “E’ omofobo”

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 14 maggio 2019 13:16 | Ultimo aggiornamento: 14 maggio 2019 13:18
Sergei Polunin all'Arena di Verona per Romeo+Giulietta. La comunità gay: "E' omofobo"

Sergei Polunin all’Arena di Verona per Romeo+Giulietta. La comunità gay: “E’ omofobo”

MILANO – Sergei Polunin, il ballerino più discusso del momento, approda a Verona. E la comunità gay si ribella. 

Il danzatore classico ucraino con passaporto russo e il petto di Vladimir Putin tatuato sul petto interpreterà Romeo all’Arena il 26 agosto prossimo. Ma le accuse di omofobia e machismo ed il suo sbandierato sostegno al presidente russo rischiano di costargli caro, soprattutto se ad ospitarlo è la stessa città in cui poche settimane fa, a fine marzo, i è tenuto il Congresso Mondiale delle Famiglie (ovviamente solo di quelle madre-padre e figli).

Su Instagram aveva invitato i colleghi ballerini a non essere “effeminati, siate uomini, lupi e leoni, sul palco, di ballerina ce n’è già una”. Parole che gli sono costate, lo scorso gennaio, il ruolo di Sigfrido nel Lago dei Cigni all’Opéra di Parigi. 

Adesso traballa anche Romeo. In prima linea contro l’arrivo di Polunin è il Circolo Pink, gruppo per i diritti delle persone gay molto attivo nella città scaligera, che parla di “posizioni convintamente omofobe e contrarie all’autodeterminazione delle donne” e chiede al sindaco Federico Sboarina (di centro-destra) di “annullare questo spettacolo”.

Gli organizzatori della kermesse il Festival della Bellezza, che non prevede solo il balletto di Polunin, si difendono chiedendo che l’artista sia giudicato per la sua arte, e non per le sue idee. “Penso che un artista, un ballerino di valore mondiale come Sergei Polunin, vada giudicato per la sua arte”, dice al Corriere del Veneto Gianmarco Mazzi, amministratore delegato di Arena di Verona srl, la società che si occupa degli eventi areniani extra-lirica. 

La visione politica di Polunin, però, non sembra essere l’unico motivo di scontento. Lo stesso Circolo Pink ricorda la dismissione del corpo di ballo dell’Arena, “in cui i ballerini sono stati fatti danzare tra precariato, sottoutilizzo, obbligo ad accettare contratti diversi da quelli previsti per i tersicorei, svolgimento di mansioni inferiori e non qualificate come quelle di comparsa e, infine, aule di tribunale”.

L’associazione ricorda a Sboarina che “in campagna elettorale aveva promesso di ripristinare questo corpo, punta di diamante per un possibile rilancio della Fondazione Arena tutta, a suo dire. Mentre infatti si strombazza a gran voce il Grande Evento e la Grande Star del momento, si nasconde sotto il tappeto il grande bluff elettorale”. (Fonti: Facebook, Il Corriere della Sera)