Sergio Marchionne, esperto Patrick Suppiger chiede indagine polizia su morte: “L’ospedale…”

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 luglio 2018 22:31 | Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2018 23:29
Patrick Suppiger

Patrick Suppiger, il presidente dell’Associazione svizzera per la comunicazione e la gestione delle crisi

ZURIGO – Il caso della morte di Sergio Marchionne lascia aperti molti dubbi. Quali misteri nascondono gli ultimi giorni di vita del manager Fca? Che sia deceduto [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]
a causa di un errore medico?

A provare a dare delle risposte a questi interrogativi è Patrick Suppiger, presidente dell’Associazione svizzera per la comunicazione e la gestione delle crisi. Suppiger è stato intervistato da 20 Minuten. Sulla struttura sanitaria di Zurigo, Suppiger spiega che “Marchionne era un paziente di primo piano, che ha messo l’ospedale sotto i riflettori. Il caso non è ancora chiaro: cosa è successo esattamente? Cosa è andato storto? Un medico ha commesso un errore? E quanto è imperdonabile? Cè un’indagine della polizia? Complicazioni e morti fanno parte della medicina. In questo caso c’è però in gioco la buona reputazione dell’ospedale”.

Secondo l’esperto, la struttura dovrebbe “comunicare il più rapidamente trasparente possibile quanto accaduto per contrastare la speculazione selvaggia. Naturalmente, si applica il segreto medico, ma tutto ciò che può essere detto pubblicamente sul caso deve essere comunicato. È importante esprimere tristezza per l’accaduto e dire chiaramente: ‘Investigheremo e chiariremo eventuali responsabilità da parte dei medici”‘.

Suppiger chiede quindi che venga aperta un’indagine sulla morte di Marchionne. “Se un’eventuale negligenza non potrà essere dimostrata non sarà così grande. L’ospedale universitario gode di un’ottima reputazione”. E nel caso in cui un medico avesse commesso un errore evitabile? “Questo potrebbe arrecare un reale danno d’immagine. Verrebbe a crearsi un circo mediatico che farebbe rimbalzare continuamente, screditandolo, il nome dell’ospedale sui media. Una buona comunicazione in questo caso sarebbe necessaria”, conclude Suppiger.