Sergio Scarpellini morto a 81 anni: il costruttore era accusato con Raffaele Marra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 novembre 2018 10:46 | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2018 11:26
Sergio Scarpellini morto a 81 anni: l'immobiliarista era accusato con Raffaele Marra

Sergio Scarpellini morto a 81 anni: l’immobiliarista era accusato con Raffaele Marra

ROMA – L’imprenditore Sergio Scarpellini è morto a Roma nella notte tra lunedì e martedì. L’immobiliarista romano, che aveva 81 anni, era da tempo gravemente malato. Accusato di corruzione nell’ambito del processo che lo vedeva imputato insieme all’ex capo del personale del Campidoglio, Raffaele Marra, la sua posizione era stata stralciata a luglio scorso proprio per le sue gravi condizioni di salute.

Scarpellini è diventato un volto famoso alle cronache anche perché, tra le altre cose, aveva affittato o “prestato” le sue proprietà nel centro della Capitale a partiti, politici e a diverse istituzioni, tra le quali il comune di Roma.

“In questa fase da parte di Scarpellini – aveva spiegato il medico legale Carmine Cavallotti in aula durante il processo – non c’è una possibilità di partecipare attivamente al dibattimento”. I periti avevano quindi chiesto altri tre mesi per effettuare una nuova verifica sulle condizioni dell’imputato. Il processo riguarda una somma di 370 mila euro che Marra avrebbe ricevuto nel 2013 da Scarpellini e che venne utilizzata per l’acquisto di un appartamento nella zona di Prati Fiscali.

Origini umili, “facevo il fornaretto (fornaio ndr)” ha dichiarato in una delle sue rare interviste, l’imprenditore è stato per anni una vera e propria potenza del settore immobiliare romano, comprando, vendendo costruendo ma soprattutto affittando palazzi e appartamenti alla politica. La sua società, Milano 90, è stata il simbolo di una controversa ascesa nel settore immobiliare. Per più di vent’anni, Scarpellini ha fatto affari con Palazzo Madama, Montecitorio e Campidoglio, le tre principali istituzioni alle quali ha affittato immobili ad uso ufficio a prezzi alti e considerati fuori mercato. Secondo la denuncia di alcuni partiti, in particolare Radicali e Movimento cinque stelle, negli ultimi 15 anni avrebbe guadagnato 600 milioni da Camera e Senato e 15 milioni annui dal Comune di Roma.