Cronaca Italia

Servizi Segreti, relazione 2013: occhio a No Tav, terroristi fai da te…

Servizi Segreti, relazione 2013: occhio a No Tav, terroristi fai da te,...

Servizi Segreti, relazione 2013: occhio a No Tav, terroristi fai da te,…

ROMA  – Jihaditsti solitari, terroristi fai da te, reduci e cybercriminali. Sul fronte interno, preoccupano invece il possibile salto di qualità della lotta No Tav e gli effetti della crisi, con le sempre più frequenti iniziative di protesta contro esponenti politici e istituzioni. Questo il quadro presentato nella relazione 2013 dei Servizi Segreti che consiglia di tenere gli occhi aperti, in particolare, sul cyber-terrorismo e le aggressioni al made in Italy.

RISCHIO AZIONI CONTRO POLITICI – Sindacati e ammortizzatori sociali hanno agito da “depotenziatori del conflitto”: ma se la crisi economica prosegue, mettono in guardia gli 007, “l’acuirsi del disagio sociale potrebbe tradursi in iniziative di protesta anche estemporanee nei confronti di rappresentanti politici, sindacali e delle istituzioni”.

SALTO QUALITA’ NO TAV – La mobilitazione in Val di Susa continua ad essere caratterizzata da una “elevata radicalità” ed è ormai un “simbolo” per l’intero movimento antagonista. C’è pertanto, avverte la relazione, il “rischio di salti di qualità” della protesta, che “resta collegato, soprattutto, ad interventi di matrice anarco-insurrezionista”.

TERRORISTI FAI DA TE E REDUCI – L’estemporanea attivazione di un terrorista ‘fai da te’ (“self starter”) resta, al momento, secondo l’analisi dei servizi, “la principale insidia per il nostro Paese”. Indicativo che siano riconducibili ad estremisti solitari quasi tutti gli attentati condotti – e per lo più falliti – negli ultimi cinque anni in Europa, uno dei quali in Italia (il tentato attacco del libico Mohamed Game alla caserma Santa Barbara a Milano nell’ottobre 2009). C’è poi il capitolo reduci dai Paesi della jihad, Siria in primis, Somalia e Mali: si tratta di combattenti di estrazione occidentale che, “dopo aver sviluppato sul posto legami con gruppi qaidisti ed acquisito sul campo particolari capacità offensive”, possono decidere di “ridispiegarsi in Paesi occidentali, Italia compresa, per attuare progetti ostili ovvero tentare di impiantare reti radicali”.

AUMENTANO CYBER-INTRUSIONI PER RUBARE DATI – Sempre alta l’attenzione sul cyber-crime. La protezione delle infrastrutture critiche informatizzate, spiegano gli 007, costituisce un “target prioritario per l’intelligence, atteso che un’aggressione alle stesse è potenzialmente in grado di danneggiare o paralizzare il funzionamento dei gangli vitali dello Stato”. E nel 2013 si è registrato “un significativo incremento” di attacchi informatici finalizzati all’acquisizione di informazioni sensibili e alla sottrazione di know-how pregiato. Ciò in danno del patrimonio informativo di enti governativi, militari, ambasciate, centri di ricerca, nonché di società operanti nei settori aerospaziale, della difesa e dell’energia, anche di fonte alternativa”.

ATTENTI A COLONIZZAZIONE TLC, BANCHE, MARCHI – L’attività dell’intelligence punta anche a tutelare lo sviluppo economico dell’Italia. C’è il tentativo di attrarre investimenti esteri che, però, con le opportunità, presenta anche rischi. E’ emerso un interesse consolidato verso i settori delle telecomunicazioni, banche, trasporti, turismo, agroalimentare e i “prestigiosi marchi legati alla nostra storia e cultura; ciò, per tentare di replicarne la produzione nel Paese di origine, con ripercussioni sul mercato del made in Italy”.

ALLARME EVASIONE FISCALE – Lanciato, inoltre, un allarme sull’evasione fiscale, caratterizzata da “importi sempre più cospicui e da tecniche sofisticate”. Sono emerse anche “nuove rotte dei flussi finanziari verso destinazioni ritenute più sicure dal punto di vista della riservatezza bancaria e connotate da normative antiriciclaggio più permissive”.

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