Seu, sequestrato il depuratore di Bisceglie: accertata presenza batterio Vtec026

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 settembre 2013 17:19 | Ultimo aggiornamento: 25 settembre 2013 17:19
Seu, sequestrato il depuratore di Bisceglie: accertata presenza batterio Vtec026

Seu, sequestrato il depuratore di Bisceglie: accertata presenza batterio Vtec026

TRANI – Sequestrato il depuratore di Bisceglie, all’interno del quale è stata accertata la presenza del batterio Vtec 026, responsabile dell’infezione di 16 pazienti ricoverati nei giorni scorsi con la Sindrome emolitico uremica (Seu). La magistratura di Trani ha ordinato il sequestro, con facoltà d’uso, del depuratore per dispersione non autorizzata in atmosfera di emissioni maleodoranti, il getto pericoloso di cose, il deturpamento di bellezze naturali ed il superamento dei valori di legge nello scarico in acque superficiali.

Tre sono le persone iscritte al registro degli indagati: due legali rappresentanti dell’Acquedotto pugliese, gestore dell’impianto, e l’amministratore unico della Pura depurazione, società che si occupa del depuratore.

L’allarme Seu è scattato in Puglia tra luglio ed agosto scorsi quando 20 persone, soprattutto bambini, sono state ricoverate nel giro di 40 giorni. La Seu è provocata da una infezione intestinale causata dal batterio escherichia coli che, colonizzando nell’intestino, libera la verocitotossina la quale, entrando nel circolo sanguigno, giunge ai reni. Il rischio è di andare incontro a insufficienza renale acuta e di riportare danni al sistema nervoso. Per questo è bene prestare molta attenzione ai sintomi. Il primo è indubbiamente la dissenteria, frequente e con sangue e muco nelle feci. Debolezza, mancanza di appetito, pallore, sono altri campanelli d’allarme. Se si manifestano questi sintomi è consigliabile rivolgersi subito al pediatra, al medico di famiglia o alle strutture ospedaliere già pronte ad affrontare il caso. Una diagnosi tempestiva, come avvenuto nei 16 casi, mette al riparo da possibili conseguenze

Lo sversamento dei reflui in mare – secondo le indagini – avrebbe contaminato le acque marine formando bolle melmose e maleodoranti. La facoltà d’uso è stata disposta per consentire di compiere lavori necessari per ripristinare il regolare funzionamento dell’impianto. Quello di Bisceglie è il terzo depuratore del nord barese, dopo quelli di Molfetta e Trani, che viene sequestrato perché ritenuto non funzionante.

Nei giorni scorsi il batterio della Sindrome emolitico uremica (Seu), Vtec 026, è stato trovato dall’Arpa Puglia anche nelle acque di scarico dei depuratore di Andria, sul quale sono in corso indagini.

I timori degli investigatori, coordinati dal pm Antonio Savasta, sono essenzialmente due: che il batterio sia presente in origine nella filiera alimentare ed è stato quindi scaricato nei reflui che raggiungono i depuratori, i quali non sono riusciti a debellarlo; e che le acque di scarico del depuratore di Andria, che confluiscono nel canale Ciappetta Camaggio (che percorre circa 15 chilometri nei campi prima di finire in mare a sud di Barletta), possano essere state utilizzate abusivamente dagli agricoltori della zona ed immessi nella filiera alimentare.

Il 15 settembre scorso il ministero della Salute ha reso noto che il focolaio epidemico di Sindrome Emolitico Uremica associato ad infezione da Escherichia Coli in Puglia è ”attualmente in marcato declino”, rilievo questo che suggerisce – secondo il ministero – una ”ridotta o forse cessata attività della fonte epidemica”.