Sgombera campo nomadi: pestato “Hanno provato a uccidermi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Dicembre 2015 9:20 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2015 9:20
(foto Ansa)

(foto Ansa)

BOLOGNA – La storia è raccontata dal Giornale. Alessandro Lucia è un imprenditore bolognese di 35 anni. Da qualche mese si è gettato in una sfida: sgomberare il campo nomadi sorto in un’area privata alla periferia di Bologna. Ad oggi ha rimediato tre aggressioni. In una di queste, un rom lo ha colpito in fronte con una mazza di ferro rischiando di spaccargli la testa. “Rimarrà la cicatrice? Non importa – dice a ilGiornale – voglio capiscano che questa non è casa loro”.

“Non c’è un negozio qui vicino – assicura Alessandro – che non abbia subito un furto. Non potevo più sopportare un simile degrado. Così ho deciso di agire”. “Quest’opera di recupero dovrebbero farla lo Stato o il Comune – aggiunge – invece hanno lasciato in mano a questi balordi una risorsa enorme”. E ancora: “Ho fatto otto mesi di appostamenti per pianificare lo sgombero – racconta – Sapevo quando rientravano la sera e a che ora uscivano la mattina per l’accattonaggio”.

La settimana scorsa l’episodio più violento: “Ero in sella allo scooter – racconta – e ho visto un gruppo di rom che stava accerchiando un mio amico”. Gli aggressori erano armati: spranghe, bastoni e massi. “Gli ho lanciato la moto addosso – continua – Mi hanno circondato, erano più di dieci. Uno di loro mi ha colpito sulla fronte con una spranga di ferro. Sono caduto a terra sanguinante. Con la coda dell’occhio ho visto un altro rom prendere un masso per spaccarmelo in testa. Sono riuscito a evitarlo d’istinto. Tanti anni di pugilato sono serviti: è stata la miglior schivata della mia vita. Altrimenti non sarei qui a raccontarlo”.

“Se qualcuno di loro si presenterà di nuovo qui, armato anche solo di un bastone, non ci penserò due volte ad aggredirlo. Ho il diritto di difendermi e proteggere i miei beni”.