Sicilia, la processione per invocare la pioggia. La diocesi di Caltanissetta: “Non è superstizione”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Febbraio 2020 11:48 | Ultimo aggiornamento: 25 Febbraio 2020 11:48
Sicilia, la processione per invocare la pioggia. La diocesi di Caltanissetta: "Non è superstizione"

Sicilia, la processione del Santissimo Crocifisso (frame Youtube)

ROMA – Tutti in processione affinché il Signore conceda la grazia di far piovere sulle assetate terre prostrate dalla siccità. Sicilia, 2020, provincia di Caltanissetta. E’ la diocesi locale che domenica scorsa è riuscita a convocare una folla di fedeli per invocare la pioggia nei pressi di Marianopoli. Almeno 600 anime, giunte dalle campagne e dalle contrade circostanti, si sono date appuntamento al Santuario del Signore di Bilici.

Qui è stata celebrata la messa ad pretenda pluviam dal vicario generale, monsignor Giuseppe La Placa. Al termine della funzione si è formato il corteo che ha portato il Santissimo Crocifisso di Bilici e la statua di Sant’Antonio Abate, protettore dei contadini, in processione.

La diocesi di Caltanissetta aveva invitato i fedeli a partecipare in massa per “implorare – dice una nota – la fine della siccità che da mesi colpisce le nostre campagne”. Ma non si parli  di magia o superstizione.

“Anche in passato – dice infatti la Curia – c’era la sana consuetudine di pregare per l’arrivo della pioggia. Non si trattava di una superstizione. La Chiesa accompagnava il popolo di Dio nella difficile sfida di affidare a Lui tutto, soprattutto le cose che umanamente non si possono controllare Per oltre mille anni la Chiesa due volte all’anno, prima di Pasqua e al tempo dell’Ascensione, ha sempre celebrato nelle campagne le Rogazioni, cioè delle liturgie che si svolgevano all’aperto, perché scendesse la benedizione sulla terra, perché tutti i frutti venissero salvati con l’arrivo della pioggia, al momento opportuno, e del sole, quando era necessario”.

Il cielo, ci si augura di tutto cuore, ascolterà preghiere e invocazioni. La pioggia tornerà a cadere. Ma forse è già tardi. “A Nord la mia esperienza mi dice che in primavera si potrebbe ripianare questo deficit – spiega il meteorologo Luca Mercalli al Corriere della Sera – . Al Sud la situazione è più complicata, perché lì la stagione delle piogge è l’inverno. Se non riusciamo a ripristinare un equilibrio nel giro di un mese per il Sud potrebbe essere una situazione più rischiosa”. (fonti Ansa, Corriere della Sera)