Sicurezza/ Lazio: le donne temono furti e stupri, in cima alle paure degli uomini c’è il lavoro nero. Gli anziani temono la criminalità

Pubblicato il 21 Luglio 2009 18:53 | Ultimo aggiornamento: 21 Luglio 2009 19:38

RO080509POL_0043Un’indagine sulla percezione della sicurezza dei cittadini del Lazio, realizzata dall’Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza e la legalità della regione Lazio in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma su un campione di 1014 persone, evidenzia paure diverse a seconda del genere e dell’età.

Gli anziani sono i più spaventati dalla delinquenza, i giovani dalla mancanza di lavoro. Donne e uomini dichiarano di avere paure molto diverse: le prime sono più spaventate da furti, rapine, aggressioni e risse, stupri e prostituzione, mentre gli uomini sono più preoccupati riguardo a una serie di reati connessi al lavoro e al traffico di denaro: lavoro nero, estorsione e racket, mafia.

Sicurezza, criminalità e delinquenza preoccupano il 78,4% del campione femminile, contro il 62,6% di quello maschile. Il lavoro nero è citato dal 34,3% degli contro il 26% delle donne. Gli uomini inoltre sottostimano rispetto alle donne dei reati a sfondo sessuale (denunciati solo dal 9,7% degli uomini contro il 20% delle donne,) e quelli legati alla prostituzione (11% contro 17%). Le donne, dal canto loro, manifestano una “mappa” dei reati molto più attenta a questi crimini e legata alla dimensione della quotidianità e soprattutto del corpo: infatti assegnano valori superiori ai reati che coinvolgono direttamente e in senso fisico la persona (aggressioni, violenza e risse 28,3% contro il 23,2% nella percezione degli uomini).

«Appare plausibile – si legge nella ricerca – avanzare l’interpretazione secondo cui le donne sarebbero più attente alla dimensione personale, estemporanea del crimine  (l’aggressione), giustamente preoccupate dal reato come “atto di violenza” anche a sfondo sessuale; anche il furto e la rapina, in questo senso, potrebbero essere letti come preoccupanti proprio per la dimensione di attacco alla persona più che ai beni e più in generale alla ricchezza individuale. Mentre per gli uomini la criminalità assumerebbe una connotazione più “strutturale”, sociale, pervasiva innanzitutto della dimensione economica e del lavoro: sono costanti anche se non ampi gli scarti nella percezione maschile di truffe, estorsione, racket, usura, criminalità organizzata, ma anche traffico di rifiuti, oltre al già citato lavoro nero.

Alla domanda «Riguardo alla criminalità, quanto è sicuro il suo comune?» le donne si riconfermano più insicure e sensibili al problema della criminalità rispetto al campione maschile: 36,5% di uomini “non sicuro”, contro il 44,2% delle donne, tra le quali la percentuale degli intervistati che afferma di sentirsi “per niente sicuro” raggiunge il 9,4%. In particolare, 3 donne su 4 non si sentono tranquille ad attraversare da sole uno spazio aperto nella propria città. Sommando “un po’ in apprensione” (48,6%) e “paura” (29,1%), il dato appare davvero molto alto: 4 donne su 5 hanno paura, laddove meno della metà degli uomini dichiara gli stessi timori.

Il 67% del campione femminile crede che in Italia negli ultimi 12 mesi la criminalità sia aumentata, mentre tra gli uomini la percentuale scende al 59,8%. L’altra differenza rilevata dalla ricerca è quella relativa all’età. Poco sensibili ai problemi dell’inquinamento e del traffico, gli anziani oltre i 65 anni temono decisamente più di tutte le altre fasce di età criminalità e delinquenza (80,9%), droga e degrado urbano e, soprattutto, la solitudine. Simmetricamente, il lavoro e la mancanza di servizi e strutture sono invece le ansie che contraddistinguono i giovani: 68,4% tra i 18 e i 34 anni e 64,9% tra i 35 e i 49. Oltre il 70% degli anziani denuncia di avere paura o apprensione ad attraversare da soli spazi aperti, poco illuminati o anche molto transitati della propria zona di residenza. In questo caso poi, tra abitanti di Roma e delle altre province, sono gli abitanti della capitale a sentirsi maggiormente in apprensione.