Siena, trans denuncia: file divise tra maschi e femmine, sono stata discriminata al seggio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Settembre 2020 12:39 | Ultimo aggiornamento: 22 Settembre 2020 12:39
San Giorgio a Cremano, a 104 anni al seggio per votare il nipote sindaco. Foto d'archivio Ansa di un seggio

San Giorgio a Cremano, a 104 anni al seggio per votare il nipote sindaco (foto Ansa)

File divise tra maschi e femmine, sono stata discriminata al seggio.

A Siena trans denuncia di essere stata discriminata.

Anastasius, un ragazzo ftm, ovvero female to male, quindi in transizione in attesa, denuncia che domenica al seggio si è sentito discriminato per la divisione in due file maschili e femminili.

A raccontare la storia è La Repubblica:

“Quando domenica 20 settembre si è presentato al seggio numero 42 di Siena, si è trovato davanti a due file.

Una per gli uomini, l’altra per le donne.

Lui, che è un militante, iscritto al Movimento pansessuale Arcigay Siena, lo ha trovato ingiusto. Si è sentito discriminato.

E ha fatto presente quello che stava provando alla presidente di seggio”.

Siena, trans denuncia di essere stata discriminata. Il racconto della compagna

“Che,  dopo aver detto che non vedeva nulla di male in tale gestione anche se palesemente discriminatoria.

Esce dalla stanza e si dirige verso di me in un atteggiamento palesemente ostile e infastidito”.

Lo scrive la compagna di Anastasius in una lettera di denuncia all’associazione gay senese, che ha assistito alla vicenda ed è intervenuta lei stessa a difesa del ragazzo.

“Cerco, con tutta calma, di spiegare le grosse problematiche che tale divisione può portare alle persone trans.

Ma lei risponde che noi nasciamo in un determinato genere che ci viene assegnato e resta immutato.

E si rifiuta di prendere atto della nostra segnalazione ritenendola superficiale.

Invitandoci poi a protestare con il Ministero e chiedendoci malamente di allontanarci e segnalare tutto alle forze dell’ordine li presenti”.

Greta Sartarelli, presidente del Movimento, non nasconde che se le circostanze raccontate da Angela fossero confermate “saremmo di fronte ad un atteggiamento transfobico e discriminatorio inaccettabile ma soprattutto ad una palese violazione dell’art 74 e 104 del DPR 30 marzo 1957 n. 361 (Testo Unico delle Leggi Elettorali) dove si stabilisce stabilisce che il segretario di seggio che si rifiuta d trascrivere le proteste o segnalazioni di chi vota votante a verbale rischia sanzioni penali e pecuniarie.

Chiederemo agli organi competenti  – prosegue Sartarelli – un chiarimento al riguardo e faremo luce su quanto accaduto, perché sia garantito il diritto al voto delle persone trans in condizioni di sicurezza”.

E ancora:

“Nessuna persona deve essere costretta a fare coming out, ovvero a rivelarsi, circa la propria identità di genere e il proprio sesso biologico, e di fatto questa suddivisione costringe a farlo.

Una fila unica per ordine di arrivo anziché una suddivisione per genere-sesso è preferibile e auspicabile in quanto rispettosa della privacy e di ogni identità”. (Fonte: La Repubblica).