Silvia Calderoni, chi è il nuovo volto genderless di Gucci

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Novembre 2020 13:27 | Ultimo aggiornamento: 20 Novembre 2020 13:27
Silvia Calderoni, chi è il nuovo volto genderless di Gucci

Silvia Calderoni, chi è il nuovo volto genderless di Gucci

Dopo Armine Harutyunyan, Gucci provoca ancora. Il nuovo volto della casa di moda ora è l’artista genderless Silvia Calderoni, 39enne attrice e performer originaria della provincia di Ravenna.

La 39enne Silvia Calderoni, infatti, è la protagonista di una miniserie diretta da Gus Van Sant: “Ouverture Of Something That Never Ended”.

“La vita di una ragazza a Roma, giorno per giorno”, così il regista Gus Van Sant definisce l’asse tematico della serie, e aggiunge:

“Silvia Calderoni viene dal mondo del teatro, è una scrittrice, un’autrice, una danzatrice e un’attrice. In ciascun episodio rappresenta il perno attorno a cui ruotano le storie interpretate dagli altri attori”.

Nei mesi scorsi a diventare protagonista delle campagne di Gucci era stata Armine Harutyunyan, modella che aveva sfidato i canoni di bellezza tradizionali.

Il post di Silvia Calderoni

“Non ci sono parole abbastanza capienti – ha scritto Silvia Calderoni su Instagram parlando del progetto Gucci – per poter tradurre ciò che è stato partecipare a questo progetto. Micro e macro affetti si sono fusi alla temperature del mio cuore.

Non posso fare a meno di ringraziare ogni sorriso, ogni mano calda, ogni maestranza attenta che ha fatto sì che questo ingranaggio da orologio trasformasse desideri e sogni in un oggetto/opera che fra qualche giorno abiterà con noi questo bizzarro mondo”.

E ancora un ringraziamento per il direttore creativo della maison: “Il mio riconoscimento più grande va ad Alessandro e al suo luccicante coraggio. Grazie Ale per ricordarci ogni giorno che siamo fatte e fatti della materia con cui sono fatti i sogni”.

Chi è Silvia Calderoni (Fonte: Ravenna Today)

“Silvia l’ho vista in mille situazioni, a teatro, dietro una consolle, in serate folli e bellissime. È una persona di rara intelligenza e sensibilità, e non lo dico per circostanza, avrei mille esempi da portare ma il post non è su questo – commenta il musicista ravennate Lanfranco Moder Vicari -.

La ragazza oltre a ciò che ho già detto ha un’indubbia “aura”, fora gli sguardi prima dello schermo, le sue performance sono furia e poesia.

Sono orgoglioso di conoscerla e di ciò che sta facendo, i commenti dei poveretti sotto questo post non possono certo sottrarle talento e grazia.

La “normalità” che è spesso citata in questi commenti mi spaventa se rappresenta i suoi grotteschi autori, è piuttosto voglia di sfregiare tutto ciò che divorano in questo doppio mondo dei social, dove tutto deve essere detto per perpetrare il circo. Te lo so che non ti fermi Silvia, quindi si fottano”.

“Ho visto Silvia per la prima volta a 14 anni, faceva la commessa in un negozio vintage/punk dove passavo la metà del mio tempo.

Capivo a malapena chi ero, ma da li ho iniziato ad interrogarmi sulla sessualità, mia ed in generale – scrive invece la ravennate Chiara Viola Donati -.

Ho avuto la fortuna di vederla dentro a (più di uno a dire la verità) un teatro e credetemi, ti butta dentro alla performance con una violenza e al tempo stesso una grazia tali, è un’esperienza che pochi sanno dare.

Voglio dirvi una cosa, cari dottori che “tutto il diverso è automaticamente criticabile perché è diverso ma voi dovete per forza dire che è bello perché è diverso” che non sapete cosa vi perdete.

Perché è facile dire “schifo” quando si vede solo la superficie e voi, al di là della superficie, purtroppo, non ci andrete mai. Vi auguro tutte le Belen del mondo, che grazie a dio la bellezza rimane un attributo soggettivo e complesso”.