Silvia Romano, il giallo sulle cifre del (presunto) riscatto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Maggio 2020 16:20 | Ultimo aggiornamento: 14 Maggio 2020 16:20
Silvia Romano, il giallo delle cifre sul (presunto) riscatto pagato ai terroristi

Silvia Romano, il giallo delle cifre sul (presunto) riscatto (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Quano è costato il riscatto (ammesso che sia stato pagato) per Silvia Romano?

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha detto che non gli risulta alcun riscatto pagato.

Riscatto che, viene insinuato, sarebbe stato pagato ai rapitori, i terroristi islamici di Al Shabaab.

Da più parti è stata indicata la cifra di 4 milioni, invece il quotidiano Libero attribuisce al Giornale un altro conto per la liberazione, che parla di 10 milioni totali.

Si tratterebbe, spiega il quotidiano, di una cifra che somma il costo del riscatto alle spese sostenute per mandare sul campo agenti dei servizi segreti.

Silvia Romano, ancora minacce via social

Continuano ad arrivare minacce e insulti via social a Silvia Romano, la cooperante rapita in Kenya e liberata in Somalia sabato scorso dopo 18 mesi di prigionia.

Silvia è al centro di una campagna di odio montata dopo in suo rientro in Italia per via della sua conversione all’Islam e per il presunto riscatto pagato.

Da quanto si è saputo, è la stessa giovane a indicare, inviando anche gli screenshot dei messaggi minatori e degli insulti, agli inquirenti e investigatori milanesi che indagano per minacce aggravate.

Da quanto si è appreso, nell’ambito dell’indagine coordinata da Alberto Nobili, il responsabile dell’antiterrorismo milanese, si starebbero anche monitorando alcuni profili da cui proverrebbero alcuni dei messaggi contro la ragazza.

Messaggi dei quali è in corso il lavoro di scrematura per individuare quelli dietro ai quali ci potrebbe essere un concreto pericolo per la vita di Silvia Romano.

Intanto, da quanto riferito, la polizia scientifica dovrebbe trasmettere ai carabinieri del Ros, delegati alle indagini, gli atti relativi ai rilievi sui cocci di bottiglia ritrovati sul davanzale della finestra appena sotto a quella da cui la giovane cooperante si è affacciata lunedì quando è tornata a casa.

Cocci che fanno ipotizzare al lancio volontario di una bottiglia contro la palazzina dove vive la giovane come segno di sfregio. (Fonte: Libero, Il Giornale e Ansa)