Silvio Fanella ucciso a Roma. Era considerato il cassiere di Mokbel. Ferito uno dei sicari

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 luglio 2014 11:03 | Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2014 17:46
Silvio Fanella ucciso alla Camilluccia (Roma): era implicato nel caso Fastweb

Via Gandolfi a Roma

ROMA – Silvio Fanella ucciso a Roma. Era considerato il cassiere di Mokbel. Drammatico scontro a fuoco al quartiere Trionfale: un uomo è stato ucciso, un altro è rimasto gravemente ferito.

L’uomo ucciso oggi, giovedì 3 luglio, in via Gandolfi, zona Camilluccia, è Silvio Fanella, già condannato a 9 anni di reclusione nel processo per la maxitruffa da 2 miliardi di euro di Fastweb-Telecom Italia Sparkle. Fanella era legato a Gennaro Mokbel, imprenditore al centro di numerose inchieste, ritenuto una delle menti del raggiro.

Fanella, considerato il cassiere di Mokbel, si trovava nell’appartamento al 4° piano della cugina che ci vive con i figli: scontava qui gli arresti domiciliari. Proprio domani, 4 luglio, era prevista un’udienza del processo d’appello. Oggi, invece, si apprende dall’Ansa, Fanella si sarebbe dovuto recare al funerale di uno dei suoi avvocati che si è tolto la vita nei giorni scorsi.

Durante l’agguato Fanella potrebbe aver reagito al fuoco: l’uomo di 29 anni, Giovanni Battista Ceniti, trovato in una pozza di sangue sul luogo del delitto e ferito al gluteo farebbe parte del commando di sicari.

Ceniti  stato almeno fino a dicembre 2012 responsabile provinciale di CasaPound Italia in Verbanio-Cusio-Ossola (Vco).

“Giovanni Battista Ceniti era un militante di CasaPound fino a qualche anno fa, attivo in Piemonte, prima di essere espulso “per condotta non adatta al movimento” ha detto Gianluca Iannone, leader di CasaPound.

L’abbiamo cacciato più di 3 anni fa e il suo gruppo venne sciolto, ma non era un dirigente, solo responsabile di una zona in provincia di Verbano-Cusio-Ossola – dice Iannone -. Aveva comportamenti poco seri”.

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La truffa Fastweb-Telecom Sparkle, il ruolo di Fanella. Nel processo per la maxitruffa, che si è concluso con le assoluzioni del fondatore di Fastweb Silvio Scaglia e dell’ex ad di Tis Stefano Mazzitelli, Fanella era accusato di associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata finalizzata al riciclaggio con altre venti persone. Secondo l’impianto accusatorio l’uomo ammazzato oggi a Roma avrebbe “organizzato, diretto e controllato, assieme ad altri – è detto nel capo di imputazione – il materiale trasferimento delle somme indebitamente sottratte all’erario e il relativo reinvestimento in attività lecite ed illecite”.

Le accuse dei pm romani riguardano anche il ruolo svolto da Fanella nel “controllo delle attività investigative in atto, l’assistenza alle famiglie degli associati che si erano allontanati dal territorio nazionale, l’intestazione fittizia di bene riferibili all’associazione in Italia e all’estero, la movimentazione di somme e preziosi in Italia e all’estero e il rientro nel nostro Paese dei capitali illecitamente acquisiti, ai fini del loro reinvestimento e in particolare ai fini dell’acquisto di immobili, attività commerciali, preziosi e altri beni”. In sostanza Fanella, assieme a Mokbel ed altri, ha “costituito alcune società in alcuni paesi appartenenti alla ‘black list’, impartendo direttive mediante ordini trasmessi per via telematica, inviando emissari all’estero, gestendo di fatto la collocazione e la distribuzione dei capitali illecitamente acquisiti”.

 

(foto LaPresse)