Simon Gautier, polemiche per i soccorsi. Gli amici: “Errori fin dall’inizio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Agosto 2019 14:22 | Ultimo aggiornamento: 19 Agosto 2019 14:22
Simon Gautier, foto Ansa

Simon Gautier (foto Ansa)

ROMA – Simon Gautier, il turista francese di 27 anni disperso dal 9 agosto nel Golfo di Policastro durante un’escursione, è stato trovato morto nella serata di domenica 18 agosto. 

Il cadavere è stato individuato nella zona “Belvedere di Ciolandrea”, nel comune di san Giovanni a Piro, in provincia di Salerno. Il corpo è stato recuperato solo nella mattinata di oggi.

Gli amici del turista francese, e non solo, ora però polemizzano con la macchina dei soccorsi:

“Sono stati compiuti errori fin dall’inizio, da quando è partita la macchina dei soccorsi – dicono ora gli amici di Simon – Si poteva e si doveva fare di più e, soprattutto, quello che è stato fatto negli ultimi giorni bisognava farlo fin dal 9 agosto”.

“Non siamo convinti – dicono – che il prosieguo delle indagini per appurare i dettagli dell’incidente vengano effettuate nel migliore dei modi. In Francia sicuramente si sarebbe operato meglio. Vorremmo portarci via subito la salma del nostro Simon”.

La prefettura di Salerno ha però  fin qui smentito ritardi nei soccorsi. 

“Se l’Italia avesse applicato la direttiva Ue recepita nel 2009, Simon Gautier sarebbe stato immediatamente geolocalizzato, soccorso in tempi rapidissimi, e forse con esiti ben diversi”.

La denuncia arriva dal presidente nazionale della Società italiana sistema 118 Mario Balzanelli. “Questa vicenda rende palese l’assurdo, insostenibile fatto che in Italia le Centrali Operative 118 sono ancora prive del sistema di geolocalizzazione delle chiamate d’emergenza, pur previsto dal decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 2009”.

Il presidente del 118 sottolinea che “in Italia non è ancora disponibile il sistema tecnologico Advanced Mobile Location (AML), grazie al quale, pure in assenza di rete internet, dallo smartphone di chi richieda il soccorso parte immediatamente un sms al 112 che comunica le coordinate GPS corrispondenti esattamente al punto in cui si trova la vittima”. Balzanelli spiega poi l’enorme ritardo con cui si sta muovendo la macchina dell’emergenza nell’applicare le direttive europee:

“Nonostante l’Europa abbia sancito che il numero unico dell’emergenza 112 si affianchi ai numeri nazionali dell’Emergenza e non che li sostituisca, il modello italiano di 112 invece, proprio perché irrazionalmente sostitutivo degli altri numeri nazionali di Emergenza, ha di fatto pesantemente rallentato, se non paralizzato, l’implementazione della tecnologia di geolocalizzazione sul territorio, prevista come obbligatoria dalla legislazione europea”. E ancora: “L’Europa precisa, con la Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea L337 del 18 dicembre 2009, che i servizi di emergenza devono essere in grado di trattare e rispondere alle chiamate effettuate al 112 almeno in modo rapido ed efficace quanto le chiamate ai numeri di Emergenza nazionali”. Dieci Paesi su 19, a partire dalla Francia, hanno realizzato il modello. “Ora, tutto questo non è stato fatto in Italia – dice – il 112 e’ stato introdotto in modo sostitutivo e non parallelo rispetto agli altri numeri, con costi enormemente maggiori, con ritardo aggiuntivo certificato sui tempi d’intervento correlato al “doppio passaggio” tra Centrali Operative”.

“Quindi – conclude il presidente del 118 – tempi più lunghi, costi maggiori, soccorsi più lenti. Perché? Proprio un bel guadagno per gli italiani e per chi si trovi in Italia”. 

 

Fonte: Il Messaggero, Ansa, Il Fatto Quotidiano.