Simona Floridia, il processo dopo 27 anni: “Non era scomparsa fu gettata in un dirupo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 settembre 2018 23:56 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2018 23:56
 Simona Floridia, il processo dopo 27 anni: "Non era scomparsa fu gettata in un dirupo"


Simona Floridia, il processo dopo 27 anni: “Non era scomparsa fu gettata in un dirupo”

CATANIA – E’ iniziato il processo al 45enne Andrea Bellia accusato di avere ucciso 26 anni fa Simona Floridia, la 17enne scomparsa a Caltagirone (Catania) e il cui corpo non è stato mai ritrovato. Il procuratore Giuseppe Verzera contesta a Bellia l’omicidio volontario premeditato. Tra le prove citate dall’accusa contro Bellia ci sarebbe la sua presunta confessione al fidanzatino di Simona (“Sono stato io”), confermata dal teste in sede di incidente probatorio, ma sempre smentita dall’imputato.

Bellia è attualmente libero e, assistito dall’avvocato Fabiana Michela Distefano, si è sempre proclamato innocente. La prossima udienza del processo, in cui la famiglia si è costituita parte civile con il penalista Giuseppe Fiorito, si terrà il 29 novembre.

Simona Floridia scomparve da Caltagirone la sera del 16 settembre del 1992. Era uscita con degli amici e poi, prima di rientrare a casa, ricostruirono alcuni di loro, fece un giro in Vespa con Bellia, allora 19enne. Per l’accusa, i due sarebbero andati a Monte San Giorgio dove avrebbero avuto una lite al culmine della quale Bellia l’avrebbe gettata da un dirupo.

Per la difesa, invece, dopo un giro fatto insieme, Bellia con la Vespa avrebbe riaccompagnato Simona in centro, lasciandola viva vicino a un bar. Poi non l’avrebbe più vista.

L’inchiesta si era conclusa con un’archiviazione del fascicolo, dopo che erano state battute diverse piste, compresa quella del satanismo. E’ stato poi il legale della famiglia Floridia, l’avvocato Giuseppe Fiorito, a indagare e scoprire la registrazione di una telefonata tra Mario, l’ex fidanzatino di Simona e amico dell’imputato, e la sua nuova ragazza, in cui le raccontava di aver raccolto una sorta di confessione da parte di Bellia, dopo un incidente stradale: pensando di essere in pericolo di morte Andrea gli avrebbe confessato di essere stato lui l’autore del delitto.

La trascrizione della conversazione fece riaprire l’inchiesta e Mario, sentito durante un incidente probatorio per cristallizzare le sue dichiarazioni, ha poi confermato quando aveva detto alla fidanzata al telefono. Ricostruzione che Bellia smentisce categoricamente, dichiarandosi innocente.