Simona Viceconte suicida perché temeva di perdere le due figlie? Due settimane fa ci aveva già provato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Febbraio 2020 11:49 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2020 13:34
Simona Viceconte suicida perché temeva di perdere le due figlie? Due settimane ci aveva già provato

Simona Viceconte suicida perché temeva di perdere le due figlie? Due settimane ci aveva già provato (nella foto ANSA una ambulanza)

ROMA – Si aggiungono tasselli ulteriori al suicidio di Simona Viceconte. Secondo quanto riferisce Il Mattino, la 45enne “era disperata”, la crisi matrimoniale l’aveva portata a credere di non essere più adeguata come mamma. Senza più il marito accanto che aveva chiesto la separazione giudiziale, né un lavoro che lei aveva lasciato quando si era trasferita a Teramo dopo la nascita della seconda figlia: “Si era convinta che il marito Luca le avrebbe tolto tutto”. Comprese le due bambine.

Sarebbero questi i motivi che hanno spinto Simona a impiccarsi secondo le carte a disposizione della Procura di Teramo che ha indagato il marito per maltrattamenti, ipotizzando un quadro di tensione psicologica ai danni della donna.

Come reso noto dall’ANSA, è un’ipotesi di istigazione al suicidio quella con cui il sostituto procuratore Enrica Medori ha aperto un fascicolo giudiziario e disposto l’autopsia sulla salma di Simona, la quale è stata ritrovata impiccata alla ringhiera con un foulard nel sottoscala del suo palazzo da una vicina, proprio come fece un anno prima la sorella maggiore Maura.

La donna aveva tentato di togliersi la vita già due settimane fa. A riferirlo, al suo legale, il marito, ora indagato per maltrattamenti. “Simona mi chiamò dicendo che stava male – la ricostruzione dell’uomo -. Io tornai a casa, vidi il lampadario rotto e dei segni sul collo di mia moglie. Lei però negò il tentativo di suicidio”.

“Non c’è stata mai denuncia per maltrattamenti e l’unica questione in piedi tra la coppia era la imminente udienza di comparizione per la separazione consensuale”, ha precisato il legale dell’indagato, Antonietta Ciarrocchi.

L’esame necroscopico, eseguito dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra, ha confermato che il decesso è stato causato da asfissia da impiccamento. Non è emersa evidenza di altre tracce, così come di patologie in corso: l’unico quesito chiesto al perito era di stabilire la causa della morte. Il perito ha prelevato campioni biologici, che serviranno per gli approfondimenti di laboratorio tesi a individuare eventuali tracce di farmaci. All’accertamento irripetibile non ha partecipato un consulente di parte del marito della donna, che non lo ha nominato. (fonte ANSA – IL MATTINO)