Sindacati Polizia: “Il programma del Conte Bis? Solo due righe per noi, vogliamo i fatti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Settembre 2019 14:02 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2019 14:02
Sindacati Polizia: "Il programma del Conte Bis? Solo due righe per noi, vogliamo i fatti"

Una volante della Polizia (foto ANSA)

ROMA – Mentre Conte si prepara a stilare la lista definitiva dei ministri, aleggia una certa “preoccupazione” tra le forze dell’ordine per l’arrivo al potere dell’accoppiata Pd-M5S. Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia di Stato, in una intervista a Il Giornale, ammette che “da tempo, il sentimento più diffuso è un non celato sconforto per una politica ‘ballerina’ e incoerente che non dà prova di continuità, di stabilità, di lungimiranza, e manca di autorevolezza”.

“In tema di sicurezza – aggiunge Mazzetti – questo si traduce in una continua ‘interruzione di lavori’ che dovrebbero rientrare in una visione globale, una progettualità tesa a un obiettivo comune che è indipendente dalla colorazione politica di una maggioranza”.

Capitolo “promesse”. “La sicurezza negli ultimi anni è stata utilizzata a destra e a sinistra come argomento di scontro e spesso di propaganda – dice il Segretario Generale Fsp -, ma nella vita di un poliziotto, purtroppo, non è cambiato quasi nulla. Il governo uscente ha messo il tema della sicurezza e del ‘trattamento’ delle Forze d Polizia in grande evidenza. Con iniziative come il Decreto sicurezza si è data prova di aver accolto alcune nostre istanze nel senso di un maggiore rispetto della funzione svolta dal personale. Ma i poliziotti attendono ancora uno straccio di notizia su un contratto scaduto da otto mesi, a cui sono state destinate risorse ridicole, e rispetto al quale attendiamo un dovuto confronto istituzionale”.

Identificativi sui caschi dei poliziotti. “È una questione che ci preoccupa – dice Mazzetti -. Quella degli identificativi è una proposta sbagliata perché metterebbe ancora più a rischio gli operatori, già bersagli di aggressioni, ritorsioni e attacchi di ogni genere. Oltre tutto è una cosa inutile – visto che il singolo e il Corpo rispondono delle iniziative riconosciute come errate -, e ispirata dall’idea inconcepibile che ci si debba preoccupare di difendersi dall’operatore di polizia. Una follia concettuale. Il poliziotto agisce per difendere e tutelare”.

Infine sul contratto Pd-M5s c’è un accenno di sole due righe sulle forze dell’ordine. “Abbiamo visto le linee programmatiche e le due striminzite righe del punto 23 relative al personale del Comparto sicurezza possono significare tutto e niente. Comunque, prima di entrare nell’analisi di impegni formali bisogna attendere che essi siano assunti, e questo peraltro non basterà. Purtroppo abbiamo imparato da decenni di ‘impegni disattesi’ che le promesse di questa politica non hanno un valore assoluto. Aspettiamo i fatti che, per ogni poliziotto che deve arrivare a fine mese vivo, sano, provvedendo a sé e alla famiglia, sono l’unica cosa che conta” conclude il segretario. (fonte IL GIORNALE)