Sindaco di Genova: “Mai visto uno tsunami così, dramma irrimediabile”

Pubblicato il 4 Novembre 2011 21:51 | Ultimo aggiornamento: 4 Novembre 2011 22:28

GENOVA, 4 NOV – ''E' stato uno tsunami. Una cosa mai vista a Genova. E' un dramma irrimediabile. Mai caduta una pioggia cosi'. Un fenomeno di proporzioni monsoniche''. Marta Vincenzi, sindaco di Genova, fatica a trovare le parole, in una giornata drammatica per la sua citta', con un bilancio, in serata, di sette morti quando l'allerta meteo e una seconda ondata di piena tengono ancora i genovesi con il fiato sospeso. Vincenzi si difende anche dalle critiche che sono state mosse all'amministrazione, in particolare da esponenti dell'opposizione di centrodestra, in merito alla manutenzione dei torrenti e all'allarme non sufficientemente incisivo. Le scuole, secondo molti, stamane avrebbero dovuto rimanere chiuse e i bimbi a casa. ''Ci hanno accusato di aver fatto terrorismo – replica Vincenzi – purtroppo ne abbiamo fatto troppo poco. Se abbiamo una colpa e' solo questa''. Per il sindaco, comunque, ora non ''e' il momento delle polemiche. L'unica cosa da fare e' mettersi al sicuro perche' la perturbazione non e' ancora finita''. ''La scelta di mandare i bambini a scuola – osserva poi il sindaco – e' stata provvidenziale, immaginate cosa sarebbero stati 40 mila bambini portati in macchina dai nonni, dai parenti o dagli amici in giro per la citta' durante l'alluvione''. Il pensiero va poi alle famiglie delle vittime. ''Una tragedia infinita – dice Vincenzi -, senza uguali nella storia di Genova, la citta' e' in lutto, piangiamo i nostri morti''. Il sindaco ricostruisce i momenti che hanno preceduto lo tsunami, i preparativi, le raccomandazioni. ''Tutto il giorno abbiamo provato a fare il possibile'', ricorda il sindaco che si dice ''molto provata anche psicologicamente''. ''Avevamo attivato da due giorni tutte le misure di protezione civile per la fase di allerta meteorologica 2. Nelle aree a rischio alluvione, come il bacino del Bisagno e l'affluente Fereggiano, tutti gli amministratori di condominio avevano ricevuto le indicazioni per affrontare l'emergenza alluvione''. Ma, sottolinea il sindaco, le precipitazioni sono state eccezionali, un evento ''mai avvenuto prima, ne' nel '70 ne' nel '92. Ci sono state delle piogge intensissime che hanno scaricato in un breve lasso di tempo una marea d'acqua''. L'epicentro della tragedia e' stata ancora una volta la val Bisagno, come 41 anni fa quando l'omonimo torrente esondo' seminando morte. ''I nostri morti li piangiamo sul torrente Fereggiano – ricorda Vincenzi – dove i volontari di protezione civile sono al lavoro da ieri. Il volontario di protezione civile sul torrente Fereggiano oggi alle ore 12 ha mandato una scheda d'allerta per il livello delle acque di livello giallo basso, un livello per cui non si prevede l'evacuazione. Alle ore 12.17 il torrente e' esondato, cio' che e' accaduto in un quarto d'ora tra le 12 e le 12.17 e' il risultato di una pioggia intensa monsonica, uno tsunami che nel giro di 17 minuti ha fatto esondare un muro d'acqua''. Proprio il torrente Fereggiano, secondo il sindaco, non avrebbe dovuto destare preoccupazione perche' ''tra i corsi d'acqua di Genova e' quello che ha subito piu' lavori di messa in sicurezza dal 2001 a oggi attraverso la pianificazione della protezione civile''. ''Non c'e' stato – ribadisce quindi il sindaco – ne' mancato intervento ne' trascuratezza, li' non si poteva fare altro. Il problema e' stato lo scarico intenso delle piogge, le persone sono state colpite da un muro d'acqua in pochi minuti, sono stati trovati gia' morti sotto le macchine. Perche' in 15 minuti e' successo l'inimmaginabile: sapevamo che Genova era tra le citta' a rischio idrogeologico piu' alto in Italia con 100 mila persone potenzialmente a rischio. Ma nel Fereggiano di piu' non si poteva fare''. Forse un'opera, uno scolmatore (del costo di 300 milioni) in grado di migliorare il deflusso del Bisagno, osserva ancora il sindaco, avrebbe potuto aumentare il livello di sicurezza. Quel che invece si poteva concretamente fare per evitare il peggio, dice il sindaco, e' stato fatto: ''Il preallarme e' stato dato dagli amministratori di condominio gia' a luglio 2011: sapevano che nelle zone esondabili, tra cui quella del Fereggiano, non ci si doveva muovere in caso di allerta meteo''..