Sindaco leghista del Trevigiano proibisce il burqa

Pubblicato il 20 Marzo 2010 13:57 | Ultimo aggiornamento: 20 Marzo 2010 13:57

Il sindaco leghista di Codogné, piccolo Comune del trevigiano, ha firmato un’ordinanza che vieta il burqa in tutti i luoghi pubblici, scuole comprese, dove il velo potrebbe spaventare i bambini. E l’opposizione attacca: “E chi le ha mai viste a Codogné le donne col burqa? A una settimana dal voto per le regionali è solo propaganda elettorale”.

L’ordinanza proibisce di indossare “qualsivoglia copricapo che renda difficoltoso il riconoscimento, in particolare burqa e niqab”, anche perché il volto coperto o il velo potrebbero “ingenerare insicurezza tra i minori”. Divieto esteso a tutti i luoghi privati aperti al pubblico, dunque anche bar, ristoranti e supermercati.

 “A chi è senza lavoro o in cassa integrazione di questi provvedimenti non interessa niente. Occupiamoci di argomenti seri”, polemizza sulla Tribuna di Treviso l’ex sindaco e attuale consigliere di opposizione Romolo Romano, che a Codogné donne in giro con il burqa non ne ha mai viste.

 “Qualche mese fa ne è stata vista una in un supermercato”, gli replica oggi il sindaco Roberto Bet. Nel settembre scorso in un supermercato di Pieve di Soligo, distante una quindicina di chilometri da Codogné, una donna con il burqa che faceva la spesa insieme al marito suscitò le proteste di una cliente che al grido di “cacciatela” chiese l’intervento delle forze dell’ordine. Protesta che però non ebbe seguito: “Fare la spesa è un suo diritto – disse infatti il direttore del supermercato – Non siamo razzisti e non troviamo nulla di male se uno osserva le proprie tradizioni”.