Sindone: ostensione in diretta tv, streaming e (per la prima volta) social

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Aprile 2020 17:00 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2020 17:08
Sindone: ostensione da Torino in diretta tv, streaming e (per la prima volta) social

Sindone: ostensione in diretta tv, streaming e (per la prima volta) social (Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Oggi, sabato 11 aprile, vigilia di Pasqua, andrà in onda l’ostensione della Sindone. Sì, in onda, perché la venerazione straordinaria andrà in onda dalle 16.55 alle 17.30, in diretta su Rai Tre e su TV2000.

Il segnale viene rilanciato in tutto il mondo grazie al collegamento con il Centro Televisivo Vaticano – Vatican Media che provvederà a distribuirlo via satellite. In programma anche diretta web e – per la prima volta – social media e YouTube (in fondo il link della diretta). 

“Più forte è l’amore” è il tema scelto per la preghiera del Sabato Santo di fronte alla Sindone da monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e custode pontificio del Telo che, secondo la tradizione, ha avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro.

L’arcidiocesi di Torino ha promosso in pochi giorni questo momento. Un evento che intende celebrare “in un clima di raccoglimento, di silenzio e di invocazione al Signore di quella ‘speranza’ di cui tutti abbiamo bisogno”. Si tratta di uno sforzo ‘a costi zero’, che non sottrae risorse ad alcuna emergenza.

La Regione Piemonte e la Città di Torino offrono i propri servizi, essenziali per garantire i collegamenti telematici. L’agenzia Eventum copre le spese necessarie offrendo un proprio contributo. Si intende fin da ora ringraziare le forze dell’ordine che, coordinate dalla Prefettura di Torino, offrono il loro servizio per garantire un sereno svolgimento della celebrazione in Duomo.

La diretta YouTube dell’ostensione della Sindone:

Papa Francesco: “Nella Sindone il volto dei malati”

“Nel volto dell’Uomo della Sindone vediamo anche i volti di tanti fratelli e sorelle malati, specialmente di quelli più soli e meno curati; ma anche tutte le vittime delle guerre e delle violenze, delle schiavitù e delle persecuzioni”. Così il Papa nella lettera all’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia.

“Desidero esprimerLe il mio vivo apprezzamento per questo gesto, che viene incontro alla richiesta del popolo fedele di Dio, duramente provato dalla pandemia di coronavirus”, dice Francesco.

“Mi unisco anch’io alla vostra supplica, rivolgendo lo sguardo all’Uomo della Sindone, nel quale riconosciamo i tratti del Servo del Signore, che Gesù ha realizzato nella sua Passione”, aggiunge, spiegando che “come cristiani, alla luce delle Scritture, noi contempliamo in questo Telo l’icona del Signore Gesù crocifisso, morto e risorto”.

“A Lui ci affidiamo, in Lui confidiamo – chiude -. Gesù ci dà la forza di affrontare ogni prova con fede, con speranza e con amore, nella certezza che il Padre sempre ascolta i suoi figli che gridano a Lui, e li salva”.

Monsignor Nosiglia: “Il Papa ci regala un nuovo insegnamento”

“Il Papa ci è vicino, in un momento solenne e importante come quello che ci prepariamo a vivere domani. Gli siamo vivamente riconoscenti per questo messaggio, che esprime pienamente i nostri sentimenti e le ragioni profonde della nostra preghiera”. Monsignor Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e custode pontificio della Sindone, ringrazia così il pontefice per il suo messaggio in occasione della venerazione straordinaria, in diretta tv e per la prima volta sui social.

“Il Santo Padre ci regala un suo nuovo insegnamento sulla Sindone, quando sottolinea come quel Volto ci debba richiamare tutte le vittime di morti violente e atroci che, oltre ai morti del contagio, ci obbligano – sottolinea monsignor Nosiglia – a riflettere sul senso delle nostre vite, e su quella ‘fraternità necessaria’ che tiene insieme l’umanità.

Voglio ricordare che Francesco ci donò un prezioso videomessaggio già nell’ostensione per i malati nel 2013; e che, in occasione della visita del 2015, compì quel gesto che ci è rimasto negli occhi e nel cuore: avvicinarsi alla Sindone, quasi a carezzarla, aprendoci alla contemplazione di una ‘tenerezza’ che rimanda direttamente a quella di Dio”. (Fonte Ansa)