Sissy, poliziotta in coma dopo un colpo in testa. Il padre: “Le hanno sospeso lo stipendio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 maggio 2018 13:53 | Ultimo aggiornamento: 15 maggio 2018 13:56
Sissy, poliziotta in coma dopo un colpo in testa. Il padre: "Le hanno sospeso lo stipendio"

Sissy, poliziotta in coma dopo un colpo in testa. Il padre: “Le hanno sospeso lo stipendio”

ROMA – “Da febbraio a Sissy è stato sospeso lo stipendio, solo grazie alla generosità di tanti sconosciuti che si sono affezionati e lei e alla sua storia possiamo pagare le spese legali”. È lo sfogo di Salvatore Trovato Mazza, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,Ladyblitz – Apps on Google Play] papà della giovane poliziotta calabrese da un anno in stato vegetativo per un colpo di pistola alla testa.

Salvatore, capofamiglia stanco e profondamente deluso dal sistema giudiziario italiano, ha affidato a Fanpage.it uno sfogo sulla vicenda che ha colpito la sua famiglia. Maria Teresa Trovato Mazza – Sissy – 29 anni, è rimasta ferita circa due anni fa mentre controllava una detenuta ricoverata all’ospedale di Venezia. È stata trovata accasciata su stessa nell’ospedale della struttura sanitaria. Da allora è ricoverata  in stato vegetativo permanente in una struttura riabilitativa a Zingonia (Bergamo).

“Mi trovo a 1400 chilometri da casa, sono qui per lei, le parlo dolcemente dei suoi amici del suo cane, di tutto quello che ama e non posso fare a meno di pensare che è stata lasciata sola da chi era responsabile della sua vita”. Sissy lavorava come agente penitenziaria negli uffici del carcere della Giudecca. “Mia figlia onorava la sua divisa, rispettava i colleghi e i detenuti e invece è stata abbandonata dal suo corpo di polizia. Provo vergogna, oggi, nel dire che appartenesse a quella istituzione”.

“Da quando è stata soccorsa in ascensore la Procura ha liquidato il caso come suicidio. Come si può affermare che mia figlia si è sparata alla nuca da sola senza aver esaminato l’ascensore, ripulito all’istante dopo la tragedia? Come si può ricostruire la traiettoria dello sparo senza aver esaminato da subito la ferita di mia figlia, visitata da un medico legale solo un mese dopo i fatti? Non faccio che domandarmi chi stanno coprendo. Perché né l’amministrazione penitenziaria né la magistratura hanno mai voluto approfondire quei fatti? Io ho mille prove della incontenibile vitalità di mia figlia: atleta, poliziotta, figlia piena di amore, quando è finita in coma ho scoperto che aveva adottato un bimbo a distanza. Loro che prove hanno di presunti ‘istinti’ suicidi?”.