“Sistema Sesto”: la procura chiede il processo per Penati

Pubblicato il 1 ottobre 2012 11:30 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2012 11:51
penati

Filippo Penati (LaPresse)

MILANO – Processo in vista per Filippo Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni accusato tra le altre cose di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “sistema Sesto”. La Procura di Monza ha infatti chiesto al Gup il rinvio a giudizio di Penati e altri tra cui l’allora suo braccio destro Giordano Vimercati.

Le accuse contestate sono corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti nell’indagine su un presunto giro di tangenti sulle aree ax Falck e Marelli.

I pm Walter Mapelli e Franca Macchia, titolari dell’inchiesta condotta dalla Gdf, hanno trasmesso al gup Giovanni Gerosa la richiesta di rinvio a giudizio per 22 persone fisiche e una società, la Codelfa del Gruppo Gavio.     Il processoè stato chiesto, oltre che per l’ex responsabile della segreteria politica di Pier Luigi Bersani ed ex vice presidente del Consiglio Regionale lombardo Penati (si è sempre dichiarato innocente) e Vimercati, anche per l’ex segretario generale della Provincia di Milano Antonino Princiotta, per l’imprenditore Piero Di Caterina – colui che avrebbe finanziato il partito salvo poi chiedere indietro il denaro a Penati – , per il vice presidente del Consorzio Cooperative Costruttori Omer Degli Esposti, per l’amministratore del gruppo Gavio Bruno Binasco, per l’architetto Renato Sarno e l’ex amministratore delegato di Milano Serravalle Massimo Di Marco.

E ancora per l’ex presidente di Bpm Massimo Ponzellini, il presidente della Banca di Legnano Enrico Corali, i due imprenditori Enrico Intini e Roberto De Santis, per  Agostino Spoglianti, ai vertici del gruppo Sina e per Marco Gadaleta e Paolo Golzio amministratori di Energia e Territorio e di Energrid. Questi ultimi fanno parte di coloro che hanno versato contributi in modo irregolare a ”Fare Metropoli” l’associazione definita ”mero schermo destinato ad occultare la diretta destinazione delle somme”, per un totale di 360 mila euro, a Penati in vista delle elezioni provinciali e regionali del 2009 e del 2010.

L’inchiesta ipotizza anche un sospetto giro di tangenti sulle aree ex Falck e Marelli con pagamenti ai Ds a livello locale e la restituzione nel corso del tempo del denaro, che sarebbe avvenuta in modo illecito da Di Caterina, quando Penati era sindaco di Sesto San Giovanni, e che, in cambio, sarebbe stato pure favorito nella sua attivita’ imprenditoriale.

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