Slot machine: giocatori vincono, Snai non paga. “Sono stati gli hacker”

di Emiliano Condò
Pubblicato il 19 Aprile 2012 12:36 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2012 12:38

Slot machine (LaPresse)

ROMA – Con le slot machine non si vince (quasi) mai. Poi accade l’eccezione, la grossa eccezione: accade che si accenda la lampadina del jackpot e il giocatore, per qualche minuto, covi l’illusione di avere in tasca mezzo milione di euro in più. Accade anche, o meglio è accaduto lunedì scorso, che l’eccezione duri pochi minuti e si trasformi in una beffa amarissima perché chi quella slot machine la gestisce (nella fattispecie la Snai e i titolari delle singole sale ) spiega che no, non si è vinto davvero, è colpa di un guasto, forse persino di un hacker. E che, in buona sostanza, lo scontrino che promette la vincita sia solo carta straccia.

Tutto accaduto in diverse città d’Italia lunedì 16 aprile, tra le ore 15 e le ore 16. In un’ora le slot machine della Snai “impazziscono di generosità” e iniziano a regalare jackpot: 494 mila euro a Cernusco sul Naviglio, due vincite da 485 mila euro a Verona (con la scena dei giocatori seduti l’uno di fianco all’altro che esultano in simultanea), più altre vincite altrove. Troppe vincite anche per la Snai che parla di “anomalia” e spiega che non è ancora stato possibile stabilire il numero esatto dei “fortunati”.

Fortunati o truffati, a seconda dei punti di vista, che si rivolgeranno in massa in tribunale per rivendicare soldi che sono frutto di quella che per loro è una vincita a tutti gli effetti regolare. Il dubbio, casomai, è quello tra una miriade di ricorsi individuali e una class action. In verità, racconta Il Giornale, c’è chi ha fatto da solo. E’ un operaio di Pioltello, il vincitore di Cernusco sul Naviglio. In sala giochi gli hanno detto che “era un errore del sistema” e che il suo ticket vincente era inutile. L’operaio non ha preso bene la sparizione dei 494 mila euro ed è andato da un avvocato che è sicuro: quando la macchina emette il ticket corredato da tutti i dati il “giocatore va pagato”.

Per la Snai non è così. Innanzitutto ci sono i limiti di legge alle vincite. E poi c’è l’anomalia di lunedì pomeriggio: troppe vincite tutte insieme. Due le ipotesi: quella ordinaria è un semplice guasto, quella suggestiva è quelle di un’operazione di hacker. Certo, rifiutarsi di pagare sulla base di “ipotesi” sembra una strada rischiosa. Per ora la certezza è che ci vorranno alcune settimane, il tempo di verificare la correttezza delle giocate. Poi alla fine, c’è da scommetterci, deciderà il tribunale.