Sofia Zago prese malaria all’ospedale d Trento: la conferma ufficiale

di redazione Blitz
Pubblicato il 9 novembre 2017 19:40 | Ultimo aggiornamento: 9 novembre 2017 19:40
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Sofia Zago prese malaria all’ospedale d Trento: la conferma ufficiale

TRENTO – La conferma è arrivata: la piccola Sofia Zago, la bimba morta di malaria a 4 anni a Brescia ai primi di settembre, è stata contagiata all’ospedale di Trento, dove era stata ricoverata. La Procura della città trentina ha ricevuto dal Ministero della salute il rapporto dei tecnici dell’Istituto superiore di sanità relativo al caso della bambina.

“Le autorità preposte cercheranno di comprendere come sia avvenuto il contagio, è una situazione particolarmente complessa, ma mi sento confortata dal fatto che non vi siano focolai epidemici di malaria in giro per l’Italia”, ha commentato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Quella dell’Iss è una relazione di tre pagine, molto tecnica, che conferma lo stesso ceppo malarico riscontrato in una delle due bambine del Burkina Faso che si trovavano all’ospedale Santa Chiara di Trento nello stesso periodo in cui era ricoverata Sofia. Le bambine erano appena tornate da un viaggio con la famiglia nel Paese africano, dove la malaria è diffusissima, poi sono state curate e dimesse.

Secondo i periti dell’Iss, il contagio sarebbe quindi avvenuto in ambito ospedaliero, proprio nel nosocomio trentino. I tecnici escludono anche che il veicolo dell’infezione sia stata una zanzara: se errore c’è stato, si è trattato, hanno commentato gli inquirenti, di una macroscopica falla nelle procedure, in sostanza un errore umano, non facilmente individuabile.

La Procura di Trento, che sul caso ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo contro ignoti, sta attendendo anche i risultati dei propri periti, che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni, ad integrazione del materiale già in possesso.

Un’indagine delicata e complessa, su cui si è pronunciata la ministra Lorenzin: “Sicuramente sull’infezione provocata dal contatto di sangue sono state scritte delle ricostruzioni molto lontane dal vero, ci sono stati invece fattori più complicati e la magistratura ci sta lavorando”.

La piccola Sofia si era sentita male ai primi di agosto, mentre era in vacanza con la famiglia a Bibione, in Veneto. Portata al pronto soccorso locale e poi all’ospedale di Portogruaro (Venezia), era stata quindi trasferita al Santa Chiara di Trento, nel reparto di pediatria, dove in quei giorni si trovavano altre due bambine con la malaria.

Sofia era quindi stata dimessa il 21 agosto, ma dopo dieci giorni era stata riportata in ospedale con la febbre alta. Dopo una prima diagnosi, di laringite, nel sangue della piccola venne trovato il Plasmodium falciparum, una delle specie di parassita che causano la malaria. Sofia intanto entrò in coma e venne trasferita d’urgenza a Brescia, dove però morì il 4 settembre.

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