Solaro (Mi): Michelangelo Redaelli accolellato a morte perché lavava l’auto. Arrestato il vicino

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 aprile 2018 18:45 | Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2018 18:45
Omicidio di Michelangelo Redaelli: arrestato il vicino di casa

Solaro (Mi): Michelangelo Redaelli accolellato a morte perché lavava l’auto. Arrestato il vicino

ROMA – Utilizzava l’acqua condominiale per lavare la macchina nel box, ogni tanto si faceva anche mezza doccia in garage perché era maniaco della pulizia, gesti che al suo vicino di casa non sarebbero mai andati giù.

Per questo motivo Michelangelo Redaelli, 54 enne di Solaro (Milano), sarebbe stato ucciso da Mario Zaffarana, muratore di 59 anni arrestato stamane in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere, e che secondo quanto ricostruito dai carabinieri di Desio (Monza) avrebbe agito attorno all’ora di pranzo del 22 dicembre scorso, poche ore prima di andare a firmare il rogito della sua nuova casa a Limbiate (Monza), dove si sarebbe trasferito di lì a poco.

Stando alle indagini dei militari, coordinati dal Pm di Monza Carlo Cinque, i dissidi tra vittima e presunto killer sono iniziati parecchio tempo fa. “Gliela aveva giurata”: è il commento di un vicino di casa. Un anno e mezzo fa, proprio a seguito di un alterco a causa della decisione di Redaelli di lavare la macchina in garage, il 59enne, stando alle testimonianze di alcuni vicini di casa, lo avrebbe aggredito fisicamente tanto da spedirlo in ospedale con contusioni.

Il 54enne però, di indole mite, non avrebbe presentato denuncia. Il 22 dicembre, in una finestra oraria di due ore a cavallo dell’ora di pranzo, Redaelli sarebbe stato aggredito all’interno del suo box dal killer e pugnalato a morte al collo.

“E’ una storia di solitudini. Vale per la vittima e per l’assassino”. Così il comandante dei carabinieri di Desio, Mansueto Cosentino. “Redaelli aveva pochissimi contatti, era molto riservato e conduceva una vita segnata da rituali quasi maniacali, a partire dall’attenzione alla pulizia che lo spingeva a lavare l’auto dopo ogni utilizzo o a fumare con il braccio fuori della porta per evitare che il fumo impregnasse l’appartamento – ha spiegato durante la conferenza stampa.

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