Sotto la Liguria un tesoro da 400 miliardi di titanio

Pubblicato il 1 Febbraio 2013 11:19 | Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio 2013 11:19

GENOVA – Il più grande giacimento in Europa di titanio , metallo preziosissimo nell’industria moderna, si trova in Liguria, sulle falde di una montagna il Bric Tarin è nel parco regionale del Beigua. Importantissime multinazionali canadesi e americane la Golder Associates e la Sai Global hanno chiesto alla regione Liguria di rilasciare una concesione estrattiva per incominciare a scavare nelle falde della montagna, dove secondo i tecnici si trovano, sotto forma di rutilo, circa 400 milioni di tonnellate del metallo così ricercato. Un incontro tra i tecnici della Regione Liguria addetti alla sua protezione ambientale e l’ingegner Domenico Andrei, amministratore delegato di Sai Global, è avvenuto questa mattina con esiti positivi.

La Regione liguria è interessata a affrontare il delicato problema di estrazione in una zona così sensibile come quella del parco naturale del Beigua a poche decine di chilometri dal mare in una zona protetta.

Le multinazionali offrono un canone di estrazione di circa 500 milioni annuali di euro per scavare e estrarre. L’Operazione Titanio potrebbe durare diversi anni e implicherebbe anche la creazione di una filiera produttiva per estrazione, pulizia, trasporto del materiale scavato che potrebbe impiegare un numero notevole di risorse umane e tecniche in una catena con aziende e infrastrutture, nelle quali potrebbero impegnarsi anche imprese locali.
Il valore del giacimento di circa 400 miliardi di euro è già stato calcolato perchè dal 1970 esiste il tentativo di sfruttarlo con diverse richieste di società minerarie come la Cet di Torino.

Tutto si era fermato con decisioni della Prefettura di Savona e nel 1996 con il timbro del ministro dell’Industria, che avevano accolto le obiezioni ambientaliste. Il grande rischio dell’estrazione si chiama amianto, che verrebbe alla luce con l’attività di scavo. Ma la tecnica moderna di estrazione ha fatto passi da gigante e, comunque, un confronto tra le società interessate e gli enti locali non è mai cominciato, anche dopo un’offerta nel 2010 della Golder, che era caduta in piena campagna elettorale regionale.

Sotto la Liguria o meglio tra le sue montagne più pregiate, a una altitudine di circa 900 metri, per oltre un chilometro e mezzo quadrato, in provincia di Savona, c’e questo tesoro che potrebbe costituire un grande vantaggio per le finanze in deficit della Regione Liguria.

Si tratta di capire se dopo gli incontri odierni incomincerà una trattativa seria che potrebbe partire con un giudizio positivo, il Via (Valutazione di Impatto Ambientale, che aprirebbe la strada a successivi approfondimenti. La Giunta regionale di Claudio Burlando, in queste ore travolta dallo scandalo delle spese pazze e dalla quale si è dimesso proprio ieri il vicepresidente Nicolò Scialfa, ex dipietrista oggi passato a “Diritti e Liberta”, ha da giocare con cautela una carta di sviluppo non indifferente, cercando di salvaguardare il suo prezioso territorio. Una analoga operazione Titanio è in corso in un fiordo norvegese dove il minerale è molto meno prezioso e di quantità inferiore a quello ligure. Al Nord hanno già incominciato a estrarre.