Spacciatori professionali non più impuniti: galera al secondo arresto, anche se piccole dosi

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 20 Febbraio 2020 9:53 | Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2020 9:53
Spacciatori professionali non resteranno più impuniti: galera al secondo arresto, anche se piccole dosi

Spacciatori professionali non più impuniti: galera al secondo arresto, anche se piccole dosi (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Spacciatori professionali non più impuniti, il ministro Lamorgese sta preparando una modifica alla legge vigente. Una modifica sacrosanta, urgente cui si spera nessuno si opponga e modifica si spera ancor più non si impantanerà e perderà nelle lentezze della azione di governo e nei percorsi labirintici del Parlamento.

Spacciatori professionali, quelli che all’angolo della piazza o della strada, sempre lo stesso angolo come fosse bottega commerciale, spacciano, vendono la piccola dose di droga per il consumo immediato del cliente. Sono l’ultimo ma fondamentale anello della catena del grande spaccio. Dello spaccio di droga vivono e sono a tutti gli effetti membri, sia pure spesso in funzione di manovalanza, di organizzazioni criminali. E sono in grandissima parte noti e reperibili. Noti e reperibili a chi va a comprare la droga e anche alle forze di polizia. Non di rado rivendicano la disponibilità del territorio, insomma non di rado occupano l’angolo di spaccio come fosse loro esclusivo territorio.

Noti ai clienti, noti ai cittadini, noti a Polizia e Carabinieri. Che spesso li fermano, li arrestano. O meglio li mandano davanti al magistrato con l’accusa di spaccio. Ma è spaccio in piccole dosi. E la legge vigente fa in modo che lo spacciatore professionale fermato dalla polizia al suo angolo di spaccio entro 24/48 ore i clienti, i cittadini e i poliziotti se lo ritrovino al lavoro di spaccio nello stesso angolo dove è stato fermato. Spacciatori professionali vengono rilasciati a norma di legge e godono di fatto di sostanziale impunità. Gli stessi poliziotti si chiedono con comprensibile frustrazione a cosa serva arrestarli se poi dopo un giorno, massimo due, tornano liberi. Senza considerare le implicazioni anche sociali, culturali e politiche, sì politiche, di questa impunità ai soldati dello spaccio spesso immigrati extra comunitari. Rancore, insicurezza, rabbia dei cittadini che si trasformano in ostilità verso gli stranieri e in richiesta di politica securitaria.

Da molti anni nessuno fa nulla di concreto quando è al governo, non certo la sinistra che finge di non vedere e confonde il bisogno di sicurezza con il rifiuto dell’accoglienza. La sinistra da tempo non sa coniugare il verbo reprimere, anche quando sarebbe dovere civile. Ma anche la destra e perfino Salvini al governo molte sceneggiate su ruspe e porti chiusi ma nessun intervento legislativo concreto.

Ora il governo per iniziativa del ministro degli Interni Lamorgese annuncia modifica di legge per cui lo spacciatore professionale a secondo arresto in galera ci resta e non verrà più rimesso in libertà. Non sarà certo la soluzione del problema droga, il crimine organizzato troverà nuove modalità operative, anche se meno facili. Ma almeno finirà lo scandalo sociale e politico del ritorno il giorno dopo nella stessa piazza dello spacciatore arrestato il giorno prima. Sperando che qualche Pd o Leu non si metta di mezzo e che Lega e Fratelli d’Italia non facciano opposizione solo perché qualcosa di giusto lo stanno facendo gli altri. Sperando soprattutto che l’annuncio di Lamorgese non affoghi e si perda nel mare di parole tipico di Conte premier.