Roma. Spaccio cocaina al policlinico Umberto I: 8 arresti. Incastrati dalle telecamere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Luglio 2014 8:23 | Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2014 8:40
Spaccio cocaina al policlinico Umberto I: 8 arresti. Incastrati dalle telecamere

Spaccio cocaina al policlinico Umberto I: 8 arresti. Incastrati dalle telecamere

ROMA – Li chiamavano “cornetti” o  “antistaminici” ma gli investigatori, intercettazioni telefoniche e filmati delle telecamere a circuito chiuso alla mano sono sicuri: si tratta di droga. Stupefacenti venduti e distribuiti all’interno del Policlinico Umberto I per cui tra tecnici e magazzinieri sono finite in carcere otto persone. Associazione per delinquere e spaccio i reati contestati, a vario titolo, agli arrestati.

A inchiodare gli otto, secondo gli investigatori, sono filmati e intercettazioni. Una parte di queste ultime sono pubblicate dal sito del Messaggero in un pezzo a firma Sara Menafra. In una telefonata datata 13 marzo 2013 Gianluca Menafra (in carcere con l’accusa di associazione per delinquere e furto ai danni del magazzino dell’ospedale) riceve una telefonata da un presunto cliente e subito gira la segnalazione a un altro arrestato,  Marco Maggi, detto «Schumacher» ritenuto dagli investigatori il corriere del gruppo.

Scrive Menafra:

Gianluca Mantini (arrestato per associazione a delinquere per aver sottratto al magazzino dell’ospedale farmaci del valore di milioni di euro), riceve una telefonata da un cliente. Spiega l’ordinanza: «Gianluca risponde che sta a casa e se gli serve qualcosa. L’uomo gli dice di sì, quindi, Gianluca gli farà passare una persona all’autoparco. Gianluca dice: ”Però questi li devi a lui”. Uomo: ”Ok”».

Quindi Mantini chiama Marco Maggi, detto «Schumacher» il corriere del gruppo. Maggi, che nell’ordinanza firmata dalla gip Donatella Pavone risulta accusato di associazione a delinquere ma non di spaccio, si mette subito a disposizione. Mantini: «Ciccio do stai?»; Maggi: «Sto in giro come al solito»; Mantini: «Si senti, passa al bar, me prendi un cornetto, glielo porti là all’autoparco al mio amico…»; Maggi: «No, no, no»; Mantini: «Aho è tranquillo, quello dell’altra volta, il signore…» Maggi: «Ma non me lo ricordo… è quello il problema»; Mantini: «Eh, vai là, lui te sta già aspettà… è tranquillo, sennò non te lo dicevo»; Maggi: «Non me lo ricordo, dije se viene n’attimino al giornalaio … sto proprio qui al giornalaio» Mantini; «Ma voleva un cornetto, vabbe là al giornalaio».

Poi ci sono le videocamere, ritenute fondamentali dagli investigatori. In un filmato Mantini prepara quella che sembra una dose di droga e la consuma. Gli elementi, insomma, ci sono. Col sospetto che il giro di spaccio riguardasse anche le corsie dell’ospedale.