Spiagge, la guerra del metro: “Regole inapplicabili e insostenibili”. Le Regioni contro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2020 13:37 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2020 13:37
Spiagge, la guerra del metro: "Regole inapplicabili e insostenibili". Le Regioni contro

Spiagge, la guerra del metro su ombrelloni e spazi. Regioni in rivolta (Ansa)

ROMA – L’hanno già definita la “guerra del metro”.

Per le Regioni, dopo quella per l’anticipo a lunedì 18 delle aperture di bar e ristoranti, ora si è aperto il confronto sulle distanze da tenere nei locali e sulle spiagge.

Luca Zaia ha posto la questione con una domanda retorica.

“Davvero possiamo pensare che i turisti in spiaggia, sotto il sole, debbano stare a 5 metri di distanza mentre gli operai, al chiuso di una fabbrica, possano stare a un metro?”.

Per il governatore leghista del Veneto la risposta è pragmatica: «Allora, facciamo un metro per tutti”.

Protocollo spiagge, “inapplicabile e insostenibile per le aziende”

E il documento tecnico presentato è stato giudicato dagli enti locali “inapplicabile, insostenibile per le aziende e debole giuridicamente” (Mario Scajola, coordinatore del tavolo nazionale, riassume l’esito dell’incontro sul protocollo per le riaperture delle spiagge).

La posizione ufficiale del governo è attesa nel decreto che dovrebbe essere varato in vista della riapertura di lunedì.

Per ora ci sono le linee guida dell’Inail che non consentono la flessibilità invocata da Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige (ma condivise anche da altre Regioni).

E c’è una dichiarazione del ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia che tira il freno.

“Ripartiamo dagli italiani più resistenti cioè dagli imprenditori e lavoratori che sono stati fermi, ma consentiamo loro di farlo in sicurezza.

Non mandiamoli al massacro, perché ci andremmo tutti noi e questo non me lo perdonerei mai”.

Ma oggi è previsto il confronto fra governo e Regioni.

Ed è in questa sede che chi vuole maggiori margini di movimento avanzerà la sua richiesta.

Zaia spiega: “Noi stiamo predisponendo linee guida alternative a quelle dell’Inail che riteniamo siano inapplicabili.

Siamo nelle condizioni di chiedere l’apertura di molte attività ma ci deve essere nel decreto giuridicamente la possibilità di applicare in autonomia altre linee guida in alternativa”.

Dai contatti riservati con Palazzo Chigi i governatori hanno ricavato ragioni di ottimismo, ma nelle prossime ore è attesa una conferma.

Anche Bonaccini sul ci va là

Il governatore dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini è sul chi va là.

“Noi abbiamo già raggiunto le linee guida regionali con gli operatori degli stabilimenti balneari e quelli della ricettività turistica. Adesso sono curioso di leggere parola per parola, punto per punto, le linee guida Inail”.

Fermo nella richiesta di applicare le proprie linee guida anche Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia che di suo aggiunge la richiesta di poter aprire anche palestre e piscine. (fonte Agi)