Spiati bancomat, telefoni, web… Privacy, boom di violazioni in Italia nel 2012

Pubblicato il 11 Giugno 2013 12:08 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2013 12:13

Spiati bancomat, telefoni, web... Privacy, boom di violazioni in Italia nel 2012ROMA – “Ci spiano bancomat, internet, telefono. La privacy degli italiani è minacciata da molte parti e corre sempre più rischi. Al telefono, al supermercato, in banca, sul posto del lavoro, su internet e persino in auto”. È quanto si apprende dalla relazione annuale del Garante della privacy, pubblicata martedì mattina. Ovviamente non stiamo parlando di una sorta didatagate tricolore”, ma anche da noi difendere la privacy è sempre più difficile.

In Italia è boom di privacy violata. Il 2012 è stato infatti un anno complicato, per l’autorità presieduta da Antonello Soro. Ha dato seguito a 4.183 casi tra quesiti, reclami e segnalazioni dei cittadini. Ha compiuto 395 ispezioni e ha deciso quindi 578 sanzioni, in netto aumento rispetto ai 358 dell’anno prima, per un totale di 3 milioni e 800 mila euro. In effetti è un importo non elevato, rispetto al numero di sanzioni decise nel 2012. Le multe che può affibbiare forse non riescono a scoraggiare le violazioni, tanto che queste sono ricorrenti, ormai da anni. Uno dei temi più scottanti su cui si è concentrata l’attività del Garante è infatti – ancora – il telemarketing aggressivo.

Scrive Repubblica:

Le aziende di call center continuano a violare le norme, le quali (ricordiamolo) vietano di utilizzare i numeri dell’elenco telefonico che gli utenti hanno iscritto nel Registro delle opposizioni. Ai numeri non in elenco, invece, possono telefonare solo se autorizzate. Ma spesso l’utente dà inconsapevolmente il consenso sottoscrivendo una clausola di questo tipo in un contratto o quando attiva carte fedeltà. Queste ultime pure sono finite nel mirino del Garante, quando i negozi hanno profilato i clienti senza il loro consenso esplicito e ben informato.  Il brutto vizio di violare la privacy ce l’hanno anche le società finanziarie che- si legge nella relazione- sono state scoperte dal Garante a conservare i dati personali oltre i limiti di legge, dopo la chiusura del rapporto.

Altra minaccia: gli apparati di videosorveglianza sul posto di lavoro. Negozi, supermercati dicono di usarli solo a scopo anti-rapina e anti-taccheggio ma a volte il Garante ha scoperto che c’era un altro scopo (vietato): monitorare i lavoratori. Come si vede, la privacy investe così tanti aspetti della vita e della società che può diventare anche una questione sindacale.

Capitolo intercettazioni. ”Nelle prossime settimane” il Garante della privacy adotterà un ”provvedimento generale” sulle intercettazioni ”per indicare soluzioni idonee ad elevare lo standard di protezione dei dati trattati ed evitarne indebite divulgazioni”. Lo annuncia il presidente dell’autorità garante per la privacy, Antonello Soro, auspicando anche una revisione del ”codice dei giornalisti”.

Le intercettazioni, sottolinea Soro, sono una ”risorsa investigativa fondamentale, insostituibile, che andrebbe gestita con molta cautela: per evitare fughe di notizie – che, oltre a danneggiare le indagini, rischiano di violare la dignità degli interessati – e per evitare quel giornalismo di trascrizione che finisce, oltretutto, per far scadere la qualità dell’informazione”.

E ”proprio per favorire un giornalismo maturo e responsabile”, il Garante intende anche ‘‘promuovere una riflessione sul possibile aggiornamento del codice dei giornalisti, al fine di coniugare al punto più alto diritto di cronaca e dignità della persona. Per tale obiettivo – sottolinea – questa potrebbe essere una strada meno divisiva e forse più concludente rispetto alle diverse ipotesi legislative tentate nella scorsa legislatura”.