Matrimonio rom con spose bambine è reato. Lo die la Cassazione

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 novembre 2017 8:51 | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2017 9:10
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Spose bambine, la Cassazione: “Matrimonio rom con 15enne è reato”

ROMA – Lo Stato italiano non può ammettere spose bambine. Lo ha stabilito la Cassazione che ha riconosciuto come reato il matrimonio rom contratto con una ragazzina di quindici anni. Anche se si tratta di tradizioni radicate, accettate nella propria comunità, e quell’unione non è vissuta come una sopraffazione. Il matrimonio con i minori non è ammesso e nella convivenza more uxorio il consenso, per legge, non è valido se la ragazza non ha compiuto almeno 16 anni. La Cassazione così ha confermato la condanna a un anno, per atti sessuali con minore (articolo 609 quater) con le attenuanti generiche, di un giovane, unito con nozze rom a una ragazzina che non aveva compiuto ancora 16 anni.

Il marito, all’epoca 22enne, era finito sotto processo nel 2011, ed era stato ritenuto colpevole sia dal Tribunale di Sassari, che dalla Corte d’Appello. Nel ricorso in Cassazione, il suo difensore aveva opposto che non ci fosse alcuna “situazione di soggezione” tra i “due fidanzati”, marito e moglie a tutti gli effetti secondo la loro cultura. In pratica, la difesa aveva provato a sostenere che la norma punisce solo gli atti sessuali compiuti in un rapporto non paritario, tale da condizionare e suggestionare una ragazza di meno di 16 anni. Non un’unione stabile.

Ma per la Cassazione, non si può dire che esista “un rapporto di matrimonio tra il soggetto attivo del reato e quello passivo”, e non può essere portato in giudizio come causa di esclusione del reato. Nemmeno se l’unione con giovanissime è lecita nella cultura di origine dei due, che – specifica la Cassazione – ammette “il matrimonio anche con minori di 14 anni, spesso avuncolato, zia/zio nipote”.

Questo perché in Italia, “i minori di età non possono contrarre matrimonio”. La Corte ricorda che “sul matrimonio rom la giurisprudenza ha sempre ritenuto la sua non validità nell’ordinamento italiano, quindi a maggior ragione con una minorenne di anni 16”. In passato la Cassazione, si era infatti pronunciata confermando l’espulsione di un immigrato irregolare, anche se sposato con rito rom e convivente con una donna incinta: in quella occasione, la Corte precisò che tale unione non aveva validità neppure come unione di fatto.

La legge riconosce ai minori una tutela differenziata in base all’età: la capacità sessuale, ossia la possibilità di prestare il proprio consenso, viene riconosciuta a partire dai 14 anni. Ma in situazioni particolari, come nel caso dei rapporti di convivenza, o di rapporti tra familiari, l’età viene fissata a 16 anni. E’ questo il caso dei due sposi rom di Sassari: “La convivenza more uxorio anche tra fidanzati, di un maggiorenne, quale l’imputato, con una minore di anni 16 viene sanzionata dal legislatore a prescindere dalla realizzazione di condotte corruttive o induttive e dall’abuso di una posizione dominante o autorevole”.

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