Stadio Roma, Parnasi intercettato: “Ho dato soldi a Onlus vicina alla Lega”. Salvini: “Spero sia innocente”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 giugno 2018 16:51 | Ultimo aggiornamento: 13 giugno 2018 19:03
Stadio Roma, Parnasi intercettato: "Ho dato soldi a Onlus vicina alla Lega". Salvini: "Spero sia innocente"

Stadio Roma, Parnasi intercettato: “Ho dato soldi a Onlus vicina alla Lega”. Salvini: “Spero sia innocente”

ROMA – Matteo Salvini lo ha ammesso candidamente: Luca Parnasi, l’imprenditore arrestato nell’inchiesta sullo Stadio della Roma, lo “conosce personalmente” e “spera nella sua innocenza”. Il ministro dell’Interno lo ha detto all’assemblea annuale Confesercenti, mettendo di fatto le mani avanti. Una excusatio non petita, agli occhi di alcuni, che nel pomeriggio di mercoledì 13 giugno trova la sua ragion d’essere in una intercettazione battuta dalle agenzie di stampa e attribuita allo stesso imprenditore. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Nelle carte dell’indagine sullo stadio della Roma spuntano così anche 250 mila euro che il costruttore Parnasi, tramite una sua società, avrebbe dato all’associazione “Più Voci” considerata vicina alla Lega. Intercettato al telefono però lo stesso Parnasi precisa che la dazione “non è stata fatta per Salvini” ma per creare “un sistema di imprenditori, appaltatori”.

In particolare l’indagato Parnasi, intercettato al telefono, in riferimento a questa organizzazione afferma: “Questa è un’Associazione – si legge nell’ordinanza del gip – che ha valorizzato non solo la Lega ma ha valorizzato Stefano Parisi tutto il centrodestra diciamo…. a Milano ed è stato anche un veicolo con cui io mi sono accreditato in maniera importante no… ho organizzato cene, ho portato imprenditori, ho fatto quello che, tu mi insegni, un ragazzo di 38 anni all’epoca doveva fare per crescere a Milano..”.

Parlando del versamento alla Onlus il costruttore spiega al telefono che “è una cosa fatta all’epoca quando io….creare un sistema di imprenditori, appaltatori ecc. che hanno organizzato cene per conoscere….le ho fatte con Stefano Parisi, le ho fatte con Meloni….”. A proposito dell’associazione, Parnasi la definisce “un comitato di professionisti di Milano, gente non legata a Salvini. Non è una roba della Lega Nord”.

Sui finanziamenti ad associazioni da parte di Parnasi la procura dovrà ora valutare se ci sono profili di natura penale. Il nuovo stadio della Roma rischia intanto di impantanarsi nell’inchiesta: secondo la Procura di Roma ci sarebbero stata una presunta corruzione nell’ambito della variante del progetto licenziato nel febbraio dello scorso anno col taglio del 50% delle cubature rispetto al progetto iniziale.

Ad essere arrestati infatti sono stati politici, consulenti e il costruttore che hanno concorso al nuovo progetto: in carcere sono finiti oltre a Parnasi e i suoi collaboratori Luca Caporilli, Simone Contasta, Naboor Zaffiri, Gianluca Talone e Gianluca Mangosi. Ai domiciliari invece Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio della Regione Lazio di Forza Italia, Michele Civita, ex assessore regionale del Pd, Luca Lanzalone, presidente Acea e consulente per M5S sullo stadio.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo dunque ipotizza una rete di corruzione trasversale, che tocca sia Campidoglio che Regione Lazio, e tripartisan coinvolgendo esponenti locali di spicco del Pd, M5S e Forza Italia: secondo l’accusa il metodo corruttivo veniva considerato dalla società di Parnasi un “asset di impresa” e si sostanziava in soldi,consulenze e fatture per operazioni inesistenti a Lanzalone e Palozzi e la promessa di assunzione del figlio all’ex assessore Civita. Luca Lanzalone, attuale presidente di Acea, tra il gennaio e il febbraio del 2017 si occupò del dossier Stadio nelle vesti di consulente per gli M5S e portò avanti una mediazione con la Eurnova, la società dell’imprenditore Luca Parnasi che acquistò i terreni dell’ippodromo di Tor di Valle, destinati ad ospitare lo Stadio, dalla società Sais della famiglia Papalia.

Su questa compravendita ci fu un’altra inchiesta ora approdata in aula. La mediazione di Lanzalone portò ad una modifica del primo progetto con una riduzione delle cubature, di alcune opere di servizio e la cancellazione delle due torri. Michele Civita, da sempre vicino a Nicola Zingaretti, invece seguì la vicenda stadio in veste di assessore all’urbanistica. Indagati il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio, Paolo Ferrara e, Davide Bordoni, capogruppo di Forza Italia al Campidoglio. “Se è tutto regolare, spero che il progetto andrà avanti. Chi ha sbagliato pagherà, noi stiamo dalla parte della legalità”: ha detto oggi la sindaca Virginia Raggi.

Nella vicenda “non sono implicati né la Raggi né l’As Roma”, hanno precisato gli inquirenti

 

 

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