Cronaca Italia

Stage alla Lav: ma il candidato deve essere vegano

Stage alla Lav: se il candidato è vegano è meglio

Stage alla Lav: se il candidato è vegano è meglio

ROMA – AAA: offresi stage a candidato vegano. La Lav, la Lega antivivesezione, offre sei mesi di tirocinio retribuito a Roma all’Ufficio rapporti istituzionali. Ma tra i requisiti richiesti ai candidati oltre alla laurea, alla conoscenza dell’inglese e alle capacità organizzative c’è anche “la scelta vegana”.

 

Una richiesta che, al di là della dubbia utilità ai fini lavorativi, va contro l’articolo 8 dello Statuto dei lavoratori che vieta al datore di lavoro di fare indagini su opinioni politiche, religiose o sindacali del lavoratore, e anche di curiosare su fatti non rilevanti ai fini della valutazione dell’attitudine professionale.

Non si tratta di una fake news, ma di una vera notizia riportata da Repubblicache ricorda come la Lav sia una tra le prime 20 onlus in Italia per la scelta del 5 per mille.

Il quotidiano romano ha interpellato il presidente dell’associazione animalista, Gianluca Felicetti, che ha difeso così la posizione della onlus:

“Guardi, non vedo proprio nessuna discriminazione o offesa ai diritti dei lavoratori, piuttosto il nostro annuncio rispetta in pieno la nostra filosofia del rispetto globale dei diritti degli animali, del resto non è certo la prima volta che nei nostri annunci chiediamo in via preferenziale la scelta vegana. E’ dalla metà degli anni ’90 che è una delle caratteristiche del nostro lavoro a favore dei diritti degli animali, è una delle gambe forti su cui poggia la nostra associazione. Essere vegani non è un titolo per iscriversi alla nostra associazione ma lo diventa automaticamente per poterla rappresentare. No, non tutti i nostri dipendenti sono anti-prodotti animali, ma quelli che devono parlare con le istituzioni, devono convincere che è la scelta alimentare più giusta, equa ed ecosostenibile – e questo ad esempio è il caso della mansione che sarà richiesta allo stagista che cerchiamo – lo devono essere. Ne siamo tutti convinti”.

Felicetti garantisce però un’ equità sui requisiti:

“L’essere vegano diventa titolo preferenziale solo a parità di capacità del possibile candidato, una sorta di attaccamento ai colori sociali. Insomma, se il vegano è un somaro non è che lo prendiamo solo per spirito di squadra, propenderemo per l’onnivoro”.

 

 

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