Stamina, “Spedali riuniti” di Brescia rifiutano le cure per il piccolo Lorenzo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 ottobre 2013 15:36 | Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2013 15:36
"Spedali riuniti'' di Brescia

“Spedali riuniti” di Brescia

BRESCIA – Arrivano da tutta Italia, genitori disperati con il figlio in braccio, nella carrozzina. Gli “Spedali riuniti” di Brescia,  unico ospedale in Italia autorizzato a sperimentare il discusso “protocollo” Stamina, sono per molti l’unica speranza, l’unico sogno di poter vedere guarire il proprio figlio, la propria figlia.Fuori la porta una lunga, e terribile, lista d’attesa.

Lorenzo ha 3 anni, è di Caserta,  ed è affetto da leucodistrofia di Canavan, una patologia neurodegenerativa.  I genitori di Lorenzo hanno dovuto ricorrere ad un tribunale per ottenere l’ammissione del piccolo alle cure. “Il giudice Riccardo Vito Cervelli della sezione Lavoro del Tribunale sammaritano — spiegano i legali — ha ordinato il 2 maggio scorso agli ‘‘Spedali civili” di Brescia di somministrare a Lorenzo il trattamento basato su infusione di cellule staminali”.  Ciò nonostante Lorenzo si vede collocato in una lista di attesa fantasma che da mesi non scorre più.  Il 24 di settembre l’avvocato Cudillo, il papà di Lorenzo e l’ufficiale giudiziario (anche con un certificato del medico curante del piccolo, che testimonia il persistente «pericolo di vita») si presentano a Brescia, pure accompagnati dai carabinieri. Per tutta risposta sono rispediti indietro, i medici del nosocomio bresciano dicono loro che non sono in grado di fornire una data per l’inizio degli esami necessari alla terapia.

“La storia — affermano i genitori di Lorenzo, Francesco e Gabriella — non può finire qui, non deve, se non altro perché non si tratta di soldi, di lavoro o lotta politica, ma della sopravvivenza stessa di tanti sfortunati e del piccolo Lorenzo che è messa a rischio da un sistema marcio e corrotto”