La email che “incastra” Standard&Poor’s: “Giudizi sbagliati su banche italiane”

Pubblicato il 29 giugno 2012 15:37 | Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2012 19:44

TRANI – ”Per favore rimuovi il riferimento alle banche!”: c’era anche questo invito esplicito nella e-mail inviata dal responsabile per le banche di S&P, Renato Panichi, agli autori del report con cui Standard & Poor’s ha declassato l’Italia, il 13 gennaio 2012. Quella e-mail è stata sequestrata. Panichi contestava anche agli autori del report di aver espresso giudizi contrari alla realtà sul sistema bancario. La mail è stata sequestrata.

La mail è stata depositata due giorni fa dal pm di Trani Michele Ruggiero, che a fine maggio ha fatto notificare ai vertici di Standard & Poor’s un avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Gli indagati, accusati di concorso in manipolazione del mercato continuata e pluriaggravata, sono l’ex presidente di Standard & Poor’s Financial Services, l’indiano Deven Sharma, il managing director head on insurance rating di Londra, Yann Le Pallec, e gli analisti senior del debito sovrano che firmarono i report sull’Italia, Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer.

Nella mail interna Panichi scrive a Zhang e Kraemer e contesta al primo che ”non è giusto” scrivere nel ‘RU’ dell’Italia ”che c’è un elevato livello di vulnerabilità ai rischi di finanziamenti esterni. Attualmente – sottolinea – è proprio il contrario, uno dei punti di forza delle banche italiane è stato proprio il limitato ricorso/appello ai finanziamenti esterni o all’ingrosso”. La missiva si conclude con un invito esplicito: ”Per favore rimuovi il riferimento alle banche!”.

Nei confronti dei cinque indagati e delle sedi legali di Londra e New York di Standard & Poor’s nei prossimi giorni il pm Ruggiero, a meno di colpi di scena dell’ultim’ora, dovrebbe firmare la richiesta di rinvio a giudizio. Alla società il magistrato contesta violazioni della legge sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Entro luglio la procura dovrebbe chiudere le indagini, tuttora in corso, sulle altre due agenzie di rating: Fitch e Moody’s.

Le email. Il contenuto della mail sequestrata dalla procura di Trani e dalla Guardia di finanza di Bari confermerebbe, secondo quanto scrive l’agenzia Ansa, l’inattendibilità dei giudizi di rating espressi da S&P sull’Italia. Questo il testo dell’atto sequestrato dal pm tranese Michele Ruggiero, scritto in inglese il 13 gennaio 2012 da Renato Panichi a due dei tre analisti indagati, Eileen Zhang e Moritz Kraemer, autori assieme a Franklin Crawford Gill, del report di declassamento di due gradini del debito sovrano dell’Italia da (A a BBB+) reso noto nello stesso giorno: ”Ciao Eileen e Moritz. Ho provato a chiamarvi entrambi. Ho il RU dell’Italia e vedo una frase proprio all’inizio dove menzionate ‘La vulnerabilità crescente dell’Italia ai rischi di finanziamenti esterni, considerato l’elevato livello di presenza esterna nel settore finanziario e in quello del debito pubblico. Eileen, non mi hai detto questa frase ieri, e non è giusto che tu dica che c’è un elevato livello di vulnerabilità ai rischi di finanziamenti esterni. Attualmente è proprio il contrario, uno dei punti di forza delle banche italiane è stato proprio il limitato ricorso/appello ai finanziamenti esterni o all’ingrosso. Per favore rimuovi il riferimento alle banche! Grazie. Renato”.

Dalla mail – sempre a giudizio di fonti vicine alle indagini – emergono anche i contrasti tra analisti al vertice della società di rating e la deliberata volontà di declassare l’Italia pur in assenza dei presupposti, come implicitamente dichiarato dagli stessi analisti il giorno stesso del declassamento.

Agli atti sono allegate altre mail sequestrate. Due quelle ritenute rilevanti. Nella prima Panichi scrive a Zhang: ”Ciao Eileen, per favore sappi che mi piacerebbe condividere con te qualsiasi riferimento alle banche in Italia RU, se ci sono, in modo da evitare possibili errori o disallineamenti con la visione FI di domani, sono in ufficio disposto a parlarne. Grazie. Renato”.

L’altra scritta da Kraemer a Panichi: ”Ciao Renato, visto che tu te ne occupi dei titoli di Stato italiani, hai per caso ricevuto indicazioni specifiche da parte dell’ufficio compliance che ci consente di condividere il testo con te prima della sua pubblicazione. Se no, chi altro lo potrebbe ricevere al posto tuo? Buona notte, Moritz”.

La risposta di Standard & Poor’s. ”Le analisi alla base dei nostri rating sono condotte e discusse in maniera collegiale all’interno dell’Agenzia e la divergenza di opinioni è una naturale e salutare componente di questo processo”. Lo precisa Standard & Poor in merito alla notizia di una mail di dissenso sulla situazione delle banche italiane.

La precisazione della società arriva dopo la diffusione della notizia della email inviata da Panchini agli autori del report sul rating sovrano dell’Italia. ”Non entriamo nel merito dei contenuti della email interna, né tantomeno delle modalità attraverso cui questa sia stata diffusa a mezzo stampa – aggiunge S&P – Ricordiamo che i rating si basano su criteri trasparenti e disponibili al pubblico, e che nel caso dei Paesi sovrani, i fattori presi in considerazione sono rappresentati dal punteggio politico, economico, esterno, fiscale e monetario; il settore bancario rappresenta solo uno dei numerosi fattori che concorrono a definire il punteggio esterno”.