Statali, autocertificazione malattia: per chi imbroglia sanzioni…zero!

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 7 luglio 2017 9:54 | Ultimo aggiornamento: 7 luglio 2017 9:54
Statali, autocertificazione malattia: per chi imbroglia sanzioni...zero!

Statali, autocertificazione malattia: per chi imbroglia sanzioni…zero!

ROMA –  Statali, autocertificazione malattia per i dipendenti pubblici: per i primi tre giorni di assenza dal lavoro dovrebbero e potrebbero far da soli, darsi malati e riconoscersi, certificarsi come malati appunto da soli, senza certificato medico. Sta scritto in un disegno di legge, disegno, solo disegno di legge per fortuna. E c’è da augurarsi non diventi mai legge vera, non fosse altro per come è scritto e per il suo “peccato originale”: essere stato pensato e steso solo per scaricare i medici da una responsabilità.

Nel disegno di legge c’è una clamorosa assenza che forse però non è una dimenticanza. Che succede, che si prevede, quali sanzioni ci sono nel disegno di legge per il dipendente pubblico che ci marcia, imbroglia, si dà malato quando non lo è per nulla e così salta tre giorni di lavoro? Bene, se sanzioni previste nel disegno di legge in questi casi sono…zero! Niente, nulla, nisba, nada. Nessuna sanzione.

E in fondo si capisce: chi ha steso il disegno di legge curava gli interessi dei medici (ben rappresentati tra l’altro a Montecitorio, 182 deputati medici). Medici che proprio non sopportano le sanzioni che nella legge che c’è (che infatti vogliono cancellare e sostituire) ci sono. Ora ci sono le sanzioni e sono a loro carico se rilasciano certificati di malattia falsi. Per risolvere il problema i medici si sono scritti una legge in cui non rilasciano più certificati di malattia almeno per i primi tre giorni di assenza dal lavoro e così risolvono brillantemente il loro problema.

E qual è il loro problema? E’ che i loro pazienti talvolta (spesso) sono pazienti-clienti. Come si fa a negare un certificato medico al paziente cliente che ti giura (al telefono) che sta male e non ce la fa (anzi non ce l’ha fatta) ad andare al lavoro? Come si fa a sapere se sta male davvero o imbroglia? Starlo a visitare ogni volta è teoria e risulta anche imbarazzante negargli magari il certificato. Che vogliamo fare, l’interesse dei padroni?

Per evitare imbarazzi (uno dei più grandi deve aver colpito i medici che a Fiumicino in un solo giorno rilasciarono 800 certificati di improvvisa e sopravvenuta malattia ad altrettanti assistenti di volo Alitalia) il gruppone dei medici-onorevoli ha pensato: scarichiamoci del fastidio e delle sanzioni a nostro carico. Del tutto ovvio si disinteressasse del che succede dopo, del tutto ovvio non scrivessero nel “loro” disegno di legge di sanzioni a carico di chi mente in autocertificazione. Loro sono medici e onorevoli medici e sindacalisti medici, mica…cittadini.

Così, se il disegno diventasse legge imbroglio libero e sanzioni zero. Ognun potrebbe autocertificarsi in piena e libera volontà giorni di malattia fino a tre quando gli pare e quando gli fa comodo. Non che adesso non succeda qualcosa di assimilabile, almeno il venerdì e il lunedì se è vero come è vero che circa due terzi delle piccole malattie e relative assenze si concentrano in questi due giorni.

Ma con l’autocertificazione senza sanzione sarebbe la fine, come dire, dell’ipocrisia e il trionfo della malattia libera. Nel paese degli alti tassi di assenteismo nella Pubblica Amministrazione e nelle aziende pubbliche, nel paese dove già statistiche alla mano i dipendenti pubblici si ammalano molto più dei lavoratori in aziende private (salute cagionevole se posto pubblico?), nel paese dei timbratori in ciabatta di mazzi cartellini di colleghi andati a far altro che lavorare lì dove li pagano, ecco ci mancherebbe solo l’autocertificazione per farsi tre giorni di malattia e se è una bugia sanzioni zero.

Ultima m non ultima: è un disegno di legge storto e sbagliato ma, di grazia, perché liberi di autocertificarsi solo i dipendenti pubblici? Si osserva non sia costituzionale conferire diritti a chi sì e a chi no. Certo, la Costituzione. Ma se stiamo alla costituzione materiale del paese, allora ci sta: autocertificazione senza sanzioni nella Pubblica Amministrazione ci sta perché tanto nessuno controlla nulla o quasi e se c’è controllo che scopre magagna quasi mai succede qualcosa e se proprio succede ci pensa un sindacato o, alle bruttissime, un giudice del lavoro.

Autocertificazione invece no, non ci sta nel settore privato perché lì controllano e, se imbrogli, non è che quasi si congratulano con un sorriso di complicità.

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