Stefano Borghes, il bambino morto in un pozzo a Gorizia era un campione di fair play

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Luglio 2020 13:33 | Ultimo aggiornamento: 23 Luglio 2020 13:33
Stefano Borghes

Stefano Borghes il bambino morto in un pozzo a Gorizia era un campione di fair play

Stefano Borghes, il 13enne morto a Gorizia dopo essere caduto in un pozzo, oltre ad essere un giovane giocatore era anche esempio di fair play.

Stefano Borghes era stato premiato con un riconoscimento per il fair play dello sport. A raccontare l’episodio è il quotidiano Il Piccolo, che spiega come il bambino lo scorso dicembre durante una partita aveva rinunciato a segnare un gol per assistere il portiere avversario che si era infortunato.

Come rende noto la Lega Nazionale Dilettanti attraverso un post pubblicato su Facebook, Stefano era un vero campione, non solo a livello calcistico, ma anche umano.

Infatti, il giovane calciatore dell’Azzurra Gorizia era stato protagonista di un gesto di assoluta sportività.

Il 28 ottobre dello scorso anno, in una partita, si era reso protagonista di un bel gesto di fair play rinunciando a segnare un gol comodo per andare in soccorso del portiere avversario colpito, precedentemente, al viso da una pallonata nel corso dell’azione.

Un gesto che era valso a Stefano Borghes un premio da parte del Comitato Regionale Friuli Venezia Giulia oltre che gli applausi del pubblico presente alla partita.

Inchiesta per omicidio colposo

“Abbiamo aperto un fascicolo di indagine, a carico di ignoti, per l’ipotesi di reato di omicidio colposo“. Lo ha riferito all’ANSA la sostituta procuratrice di Gorizia Laura Collini, in merito alla morte del 13enne caduto ieri, 22 luglio, in un pozzo nel parco Coronini Cronberg, in provincia di Gorizia.

L’inchiesta è stata affidata al magistrato Ilaria Iozzi, che sta sentendo tutte le persone coinvolte, sia del centro estivo sia della Fondazione che gestisce la struttura e si occupa della manutenzione.

“L’attività richiederà tempo e anche strumenti adeguati, essendo coinvolti bambini che dovranno essere sentiti con modalità protette e adatte alla loro delicata situazione, che va oltremodo tutelata – ha ricordato Collini – l’area del pozzo resta sotto sequestro”.

La Procura della Repubblica di Gorizia è intenzionata a indicare alcuni tecnici che si occuperanno di verificare la modalità di utilizzo della copertura del pozzo, che si è mossa facendo precipitare Stefano Borghes nel condotto profondo 30 metri.

I periti saranno chiamati ad accertare sia il meccanismo di chiusura sia le manutenzioni periodiche cui è stato sottoposto il coperchio in lamiera. A quanto si apprende, al momento non è stata ancora accertata la dinamica della caduta. (fonti: Il Piccolo, ANSA)