Stefano Colasanti, la lettera straziante di un vigile del fuoco per il collega morto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 dicembre 2018 13:34 | Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2018 13:34
Stefano Colasanti

Stefano Colasanti, la lettera straziante di un vigile del fuoco per il collega morto

ROMA – Giuliano Pizzoli, vigile del fuoco, ha scritto una commovente lettera aperta per Stefano Colasanti, il collega morto nell’esplosione avvenuta al distributore IP sulla via Salaria nei pressi di Borgo Quinzio (Rieti) lo scorso 5 dicembre.

Colasanti non era direttamente impegnato nei soccorsi: era di servizio ma stava trasferendo un mezzo in manutenzione e quando è passato davanti al distributore e ha visto le fiamme, per spirito di servizio si è fermato ad aiutare i colleghi intervenuti, finendo poi investito dall’esplosione dell’autocisterna carica di gpl. 

“Ci sono interventi che sono più difficili di altri! Te ne accorgi quando dalla radio capisci che è in atto un intervento complesso, di quelli che richiedono calma, tenacia, sangue freddo e sudore”, scrive Pizzoli nella lettera riportata dal Corriere di Rieti

“Arrivi sul posto e lì percepisci cosa significa il termine apocalisse!  Un collega di Roma si avvicina e dice “uno dei vostri non ce l’ha fatta!”, in quel momento senti le gambe venire meno, il cuore alternatamente fermarsi e ripartire a 1000, chiedi “chi è?” ma il collega ovviamente non lo sa! C’è la cisterna da mettere in sicurezza, cosi ti sposti e vai a fare la tua parte. Nel frattempo chiedi informazioni su come stanno tutti, ma nessuno sa niente e le poche informazioni non sembrano buone, ma con il magone continui a fare il tuo! È Stefano quello che non ce l’ha fatta”.

“Hai dato troppo, lasciando lì il dono più grande di tutti… La vita! – conclude Pizzoli – Hai allontanato le persone e predisposto tutto per i colleghi che stavano arrivando, con grandissima professionalità, come sempre! Ma l’intervento più difficile di tutti, lo hai fatto fare a noi, mentre lì in cerchio e attoniti provavamo a capire quale disegno c’è stato dietro a tutto questo, quando invece che sull’APS ti abbiamo dovuto far salire su un macchinone grigio, quando invece che con la mano molti ti hanno salutato con il segno della croce! Il prossimo intervento difficilissimo sarà martedì quando insieme ai tuoi cari e all’Italia intera farai il tuo ultimo viaggio con la AS! Onore a te Ste! Grazie per quanto hai dato a tutti, ora veglia su di Noi ad ogni intervento! Sei un grande! Ciao Amico Nostro!”.