Stefano Cucchi. Adriano Celentano: Ora sei dove le guardie non possono ucciderti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 novembre 2014 12:57 | Ultimo aggiornamento: 3 novembre 2014 12:57
Stefano Cucchi. Adriano Celentano: Ora sei dove le guardie non possono ucciderti

Stefano Cucchi. Adriano Celentano: Ora sei dove le guardie non possono ucciderti

ROMA – Un po’ un saluto, un po’ una preghiera. Ma soprattutto un atto d’accusa contro i giudici “ignavi“. Adriano Celentano entra nel dibattito sulla morte di Stefano Cucchi e sulla discussa sentenza di Appello che ha portato all’assoluzione anche dei medici dopo che in primo grado erano stati assolti i poliziotti. Celentano lo fa con una lettera, pubblicata sul suo blog. Lettera in cui il musicista si rivolge direttamente a Cucchi chiamandolo Stefano:

Ciao Stefano!

Hai capito adesso in che mondo vivevi? Certo dove sei ora è tutta un’altra cosa. L’aria che respiri ha finalmente un sapore. Quel sapore di aria pura che non ha niente a che vedere con quella maleodorante che respiravi qui sulla terra. Lì, dove sei adesso, c’è la LUCE, la LUCE vera!!!

Quindi l’attacco ai giudici, ignavi. Anime senza lode e senza infamia:

Che non è quella flebile e malata di quei giudici “ignavi” che, come diceva Dante, sono anime senza lode e senza infamia e proprio perchè non si schierano nè dalla parte del bene e nè da quella del male sono i piu’ pericolosi, e giustamente il Poeta li condanna.

Infine una parte, a metà tra la preghiera e l’accusa. Perché Celentano è convinto che Cucchi sia stato picchiato a morte:

Ma adesso dove sei tu è tutto diverso. Lì si respira l’AMORE del “Padre che perdona” e non di chi ti ha picchiato e massacrato fino a farti morire. Sei finalmente libero di amare e scorrazzare fra le bellezze del Creato, senza più il timore che qualche guardia carceraria ti rincorra per ucciderti. Perché dove sei tu non si può morire. La morte non è che un privilegio dei comuni mortali e quindi proibito a chi non ha la fortuna di nascere. Un privilegio dell’ANIMA che, se non la uccidiamo del tutto, ci riconduce alla Vita ETERNA

Nel frattempo il Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone oggi 3 novembre incontrerà i familiari del ragazzo. Da parte del Procuratore c’è una disponibilità a riaprire le indagini qualora emergano elementi nuovi. Per i legali della famiglia Cucchi una piccola buona notizia. Più perplessa Ilaria Cucchi: “Chi dovrebbe trovare questi elementi nuovi?” si chiede. E poi c’è un dettaglio: un processo che non è ancora chiuso e un eventuale reato che rischia di andare a prescrizione da qui a due anni e mezzo.