Stefano Cucchi, giudice si astiene su presunti depistaggi: “Sono un ex carabiniere”. Processo rinviato

di Daniela Lauria
Pubblicato il 12 Novembre 2019 12:22 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2019 12:26
Stefano Cucchi, giudice si astiene al processo su presunti depistaggi: "Sono un ex carabiniere"

Stefano Cucchi arrestato il 15 ottobre del 2009 per droga e morto 7 giorni dopo all’ospedale Sandro Pertini di Roma (Foto Archivio Ansa)

ROMA – Colpo di scena all’apertura del processo sui presunti depistaggi che sarebbero seguiti alla morte di Stefano Cucchi, arrestato il 15 ottobre del 2009 per droga e deceduto sette giorni dopo all’ospedale Sandro Pertini di Roma. In apertura dell’udienza il giudice, Federico Bonagalvagno, si è infatti astenuto dal processo, che vede imputati otto carabinieri, in quanto anch’egli è un ex carabiniere in congedo.

Neanche il tempo di cominciare, quindi, che il processo è già stato rinviato al prossimo 16 dicembre. Una decisione dettata dal voler garantire il sereno svolgimento del procedimento. A sostituire Bonagalvagno ci sarà il giudice Giulia Cavallone.

La richiesta di astensione era stata presentata dal legale della famiglia Cucchi e dalle parti civili dopo aver appreso da fonti aperte che Bonagalvagno aveva preso parte a convegni con alti ufficiali dell’Arma.

Per i presunti depistaggi sono imputati il generale Alessandro Casarsa all’epoca dei fatti comandante del Gruppo Roma, e altri 7 carabinieri, tra cui Lorenzo Sabatino, allora comandante del reparto operativo dei carabinieri di Roma; Francesco Cavallo, all’epoca dei fatti tenente colonnello e capo ufficio del comando del Gruppo Roma; Luciano Soligo, allora maggiore dell’Arma e comandante della compagnia Roma Montesacro; Massimiliano Colombo Labriola, all’epoca comandante della stazione di Tor Sapienza; Francesco Di Sano, all’epoca in servizio alla stazione di Tor Sapienza; Tiziano Testarmata, comandante della quarta sezione del nucleo investigativo dei Carabinieri e il carabiniere Luca De Cianni, accusato di falso e di calunnia.

Gli otto militari dovranno rispondere a vario titolo e a seconda delle posizioni delle ipotesi di falso, favoreggiamento, omessa denuncia e calunnia. Oltre al ministero della Difesa, dell’Interno e all’Arma dei Carabinieri anche il ministero della Giustizia ha chiesto di costituirsi parte civile nel processo.

Al processo non erano presenti Ilaria Cucchi e l’avvocato Fabio Anselmo. In queste ore si sta svolgendo l’ultima udienza del processo sulla morte di Stefano Cucchi, che vede imputati altri cinque carabinieri, di cui tre per omicidio preterintenzionale. La sentenza è prevista giovedì 14 novembre.

Fonte: Ansa