Stefano Cucchi: “Non fu il pestaggio la causa della morte”

di Enrico Messina
Pubblicato il 3 Febbraio 2010 16:56 | Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio 2010 16:56
Stefano Cucchi, 30 anni, morto il 22 ottobre scorso

Stefano Cucchi, 30 anni, morto il 22 ottobre

Stefano Cucchi fu pestato, «ma non furono quelle percosse a causarne la morte». È quanto emerge dai nuovi esami medico legali disposti dalla procura sul corpo del ragazzo di 30 anni, morto il 22 ottobre scorso nel reparto detentivo dell’ospedale Sandro Pertini di Roma.

I legali dei tre agenti penitenziari indagati per omicidio preterintenzionale parlano di un probabile ridimensionamento della posizione dei loro assistiti, mentre «nulla cambierebbe» secondo il legale della famiglia. Sul corpo di Cucchi sono state disposte nuove perizie.

L’esame radiologico, disposto dai pubblici ministeri Vincenzo Barba e Francesca Loj, è ancora in fase di completamento, ma sono già stati riscontrati dei dati importanti: le lesioni riportate sul corpo del giovane non sarebbero state mortali e la frattura in sede lombare, uno dei nodi fondamentali della vicenda, risalirebbe ad un’epoca precedente all’arresto.

Secondo Diego Perugini, avvocato di una delle guardie carcerarie indagate, qualora la perizia venisse confermata, si ridimensionerebbe la responsabilità degli agenti. «Ciò conferma – ha commentato – quanto sapevo e ho sempre sostenuto: il mio cliente non ha usato violenza su quel ragazzo».

Di diverso avviso Fabio Anselmi, legale della famiglia Cucchi, secondo cui «anche se le lesioni subite da Stefano non fossero mortali, ma avessero poi provocato la morte del ragazzo perchè mal curate, le accuse sarebbero comunque in linea con quelle di omicidio preterintenzionale. Nulla muterebbe».

In ogni caso, nuovi accertamenti, fra cui un esame istologico, sono stati disposti per stabilire con assoluta certezza a quando risale la frattura alla vertebra. Esami che si rendono necessari dato che, da quanto emerge, ci sarebbero delle discordanze fra i medici che si sono occupati delle analisi sul corpo del giovane. Si spera, insomma, di gettare una luce definitiva sulla vicenda, non solo per rendere giustizia alla famiglia Cucchi, ma anche per chiarire la posizione dei tre agenti e dei sei medici del Pertini, indagati rispettivamente per omicidio preterintenzionale e omicidio colposo.

*Scuola di giornalismo della Luiss